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·19 luglio 2026
Mondiali, Collina: “È il Mondiale più tecnologico di sempre. Ecco chi arbitrerà la finale”

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·19 luglio 2026

Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri FIFA, ha tracciato un bilancio del Mondiale 2026, definendolo il torneo più tecnologico della storia e difendendo con convinzione l’uso delle nuove tecnologie nel calcio.
Tra i temi affrontati, la designazione dello sloveno Slavko Vinčić per la finale tra Spagna e Argentina. Collina ha raccontato l’emozione di comunicargli la notizia, ricordando la stessa sensazione vissuta quando fu scelto lui per dirigere la finale del Mondiale 2002. Ecco le sue parole, riportate da “La Gazzetta Dello Sport”: “Vincic molto bravo, alla designazione per la finale ha reagito come me nel 2002… Investiamo milioni in tecnologia sperando che vengano buttati via, vuol dire che l’arbitro ha fatto bene. Ma era assurdo che a vedere i replay fossero i tifosi e non i direttori di gara”.
Pierluigi Collina, l’arbitro. “È il migliore della storia” dicono i francesi di France Football, quelli del Pallone d’oro. Ha diretto le partite più importanti, i giocatori più forti, finali di ogni tipo: Olimpiadi, Champions League, Mondiali. Oggi è il boss degli arbitri della Fifa e 24 anni dopo la sua Germania-Brasile si è trovato dall’altra parte, cioè da quella del responsabile che dà a un collega la notizia più bella che riceverà nella sua carriera: “Arbitrerai la finale del Mondiale”. “Ha fatto un percorso molto buono. Sono contento per lui così come per gli altri che erano qui: scegliere non è stato facile”.
Com’è stato annunciare per la terza volta l’arbitro di una finale Mondiale?
“Ogni volta ho la pelle d’oca. So che cos’hanno fatto questi ragazzi e ragazze per anni, sacrificando tanto, famiglia compresa. Mi aspettavo l’emozione di Vincic, la stessa che ho vissuto anche io”.
Al Mondiale si sono viste diverse novità: partiamo dagli otto secondi concessi ai portieri prima di rinviare?
“In certi campionati la tenevano fino a più di venti secondi, un’eternità. Gli arbitri non fischiavano perché la ‘pena’ – calcio di punizione indiretto in area – era sproporzionata rispetto al ‘reato’. Quindi gli abbiamo dato più tempo, 8 secondi, e sanno che se vanno oltre viene assegnato un angolo. Stessa cosa su falli laterali e rinvii. Ci sono state poche infrazioni, il che dimostra la positività dell’introduzione che ha reso il gioco più fluido e godibile”.
È stato il Mondiale più tecnologico di sempre.
“La tecnologia è stata introdotta per risolvere una situazione paradossale. Allo stadio, 80mila e passa spettatori avevano la possibilità di vedere in tempo reale cosa fosse successo in campo, l’unica persona che non poteva era quella che doveva prendere le decisioni… Le strade erano due: o creavamo una comunità Amish all’interno dello stadio dove la tecnologia è bandita, oppure davamo la stessa possibilità anche agli arbitri. Investiamo milioni, sperando però che vengano ‘buttati via’: vorrebbe dire che gli arbitri hanno fatto un bel lavoro e non ne hanno avuto bisogno”.
Quanto è cambiato il ruolo dell’arbitro?
“Dagli anni 90 a oggi è cambiato il calcio. I giocatori sono diversi, si va a una velocità molto superiore. E in tutto questo la tecnologia ha avuto un ruolo importante, arbitri compresi. Ricordo la finale Brasile-Germania, quando chiesi allo staff locale giapponese se potessero darmi le cassette Vhs con i video delle due squadre mi guardarono straniti. Oggi esiste Fifa AI Pro, sviluppato con Lenovo, che può fornire le informazioni utili per la preparazione”.
Si è discusso sull’episodio della spider-cam in Norvegia-Inghilterra.
“È incredibile che non si riesca a convincere la gente che un pallone non abbia toccato alcun cavo… È stato mostrato un grafico in cui, quando il pallone viene toccato da un giocatore o un oggetto, si vede un picco. In tal caso si è visto un grafico piatto dal momento in cui il portiere ha rinviato il pallone fino al controllo dell’altro giocatore. C’è stata solo una leggera onda, legata all’aria. Stessa cosa per le rotazioni del pallone, e anche la telecamera è rimasta stabile. Ci sono strumenti tecnologici che ti permettono di chiarire certe cose”.
E in Portogallo-Croazia?
“Anche qui il grafico parlava chiaro. C’è un picco quando tocca la testa dell’attaccante croato, poi linea piatta, e un altro picco quando tocca la schiena del difensore del Portogallo. Dato che il sistema non rileva il contatto con i capelli, il picco è determinato dal contatto con la testa”.
Qualcuno dice che la tecnologia “uccide” l’emozione.
“È un falso storico. Sul fuorigioco c’è qualche secondo di attesa per la conferma, ma il giocatore esulta quando segna. Se il gol viene convalidato, c’è una seconda esultanza; se viene annullato, esulta la squadra avversaria. Trovo molto più giusto che l’emozione si basi su una decisione corretta, piuttosto che su un episodio destinato a essere discusso per settimane o decenni. Ancora oggi, a sessant’anni di distanza, ci si continua a chiedere se, nel gol dell’Inghilterra nella finale del 1966, il pallone abbia davvero oltrepassato la linea…”.







































