Calcio e Finanza
·27 settembre 2026
Mondiali di ciclismo alla prova in linea, quanto guadagnano i big: l'assente Pogacar al top

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·27 settembre 2026

Si chiudono oggi a Montréal i Mondiali di ciclismo su strada, la rassegna iridata che dal 20 settembre ha assegnato le maglie arcobaleno nelle prove a cronometro e in linea, maschili e femminili, oltre al titolo della staffetta mista.
Un’edizione che fa a meno del grande protagonista degli ultimi anni: Tadej Pogacar non è al via dopo la caduta nell’ottava tappa della Vuelta, che gli ha provocato una commozione cerebrale, una frattura vertebrale e una frattura esposta della clavicola. L’infortunio ha richiesto un intervento chirurgico e ha decretato la chiusura anticipata della sua stagione.
L’assenza dello sloveno riapre la corsa al titolo élite. Remco Evenepoel, già campione nella prova contro il tempo, va a caccia di un’impresa mai riuscita a nessuno: vincere nella stessa edizione sia la cronometro sia la prova in linea. A contendergli il titolo ci saranno corridori del calibro di Wout van Aert e Mathieu van der Poel, oltre alle giovani rivelazioni Paul Seixas e Isaac Del Toro.
L’Italia si presenta con una delegazione di 47 tra atleti e atlete, forte dell’argento conquistato da Filippo Ganna a cronometro, del successo nella staffetta mista e delle ambizioni di Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari.
L’assenza di Pogacar dalle competizioni non ne scalfisce il primato economico. Negli ultimi vent’anni il ciclismo ha attraversato una trasformazione radicale, diventando uno sport dal calendario sempre più fitto e dalla vocazione internazionale. Una crescita che si riflette nei bilanci dei team del World Tour, i cui budget superano ormai stabilmente i 50 milioni di euro a stagione, e negli ingaggi dei corridori di vertice, aumentati sensibilmente negli ultimi anni.
Secondo le stime raccolte da diverse fonti, lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG resta il corridore più pagato al mondo, con uno stipendio fisso compreso tra 8 e 8,4 milioni di euro all’anno. Il rinnovo sottoscritto nel 2024 ha fatto salire la base fissa da 6 a 8 milioni, legando Pogacar alla squadra fino al 2030 attraverso una clausola rescissoria da 200 milioni di euro.
Al contratto si aggiungono bonus legati ai principali appuntamenti della stagione: un milione di euro per la vittoria al Tour de France, 500mila per ciascuno degli altri due Grandi Giri e 250mila per il titolo mondiale. Le classiche monumento, invece, sono già comprese nello stipendio base. Se si considerano anche le sponsorizzazioni personali, destinate a raddoppiare nel 2026 fino a raggiungere 4 milioni di euro, e il giro d’affari del merchandising, in costante crescita, il valore complessivo legato al nome di Pogacar arriverebbe a sfiorare i 13 milioni di euro annui.
Alle spalle del fenomeno di Komenda, la classifica degli ingaggi vede Remco Evenepoel al secondo posto, con 6,6 milioni di euro dopo il passaggio alla Red Bull-BORA-hansgrohe. Al terzo posto c’è Jonas Vingegaard, che alla Visma-Lease a Bike percepisce tra i 4,5 e i 5 milioni di euro.
Subito dietro si collocano tre corridori con uno stipendio di circa 4 milioni: il campione del mondo in carica Mathieu van der Poel, Wout van Aert e Primoz Roglic, quest’ultimo approdato proprio alla Red Bull-BORA-hansgrohe.
A completare la top ten sono Tom Pidcock e Adam Yates, entrambi a quota 2,7 milioni, insieme a Egan Bernal e Carlos Rodriguez, fermi a 2,5 milioni. Si tratta di cifre da fascia alta nonostante un rendimento sportivo che, negli ultimi anni, non è stato sempre all’altezza di tali livelli.
Di seguito, la graduatoria completa:
Fuori dalla graduatoria, ma primo tra gli italiani, c’è Filippo Ganna. Il piemontese occupa il dodicesimo posto assoluto e percepisce comunque uno stipendio vicino ai 2 milioni di euro con la INEOS Grenadiers. Tra gli altri azzurri in gara a Montréal, Pellizzari dovrebbe guadagnare circa 1,2 milioni di euro quest’anno, cifra destinata a salire a 1,5 milioni nella prossima stagione. Per Ciccone, invece, le stime di settore indicano un ingaggio compreso tra 1 e 2 milioni di euro lordi all’anno.
Fuori dalla top ten, ma sempre più osservati dal mercato, ci sono anche due dei corridori più attesi al via a Montréal. Isaac Del Toro percepisce circa 800mila dollari all’anno dalla UAE Team Emirates-XRG, che lo scorso anno gli ha rinnovato il contratto fino al 2029. Una cifra ancora contenuta rispetto a quella dei big, ma destinata a crescere rapidamente se il messicano dovesse consolidare il proprio ruolo accanto a Pogacar nelle gerarchie della squadra.
Ancora maggiore è il potenziale di crescita di Paul Seixas. Il neoventenne francese guadagna attualmente circa 350mila euro con il Decathlon-CMA CGM Team, ma da mesi circolano voci di mercato relative a un’offerta monstre da 13 milioni di euro. Una cifra che, se confermata, lo porterebbe immediatamente nella fascia più alta del gruppo.
Se i grandi campioni possono contare su cifre da capogiro, alla base della piramide salariale la realtà è molto diversa. Nel World Tour, il minimo salariale per il 2026 è di circa 44.150 euro lordi all’anno per i corridori tesserati come dipendenti e di 72.404 euro per gli indipendenti. Nelle squadre Professional di seconda divisione, le cifre scendono rispettivamente a circa 35mila e 58mila euro.
Secondo i dati diffusi dall’UCI, lo stipendio medio nel World Tour si aggira complessivamente intorno ai 538mila euro. Un dato fortemente influenzato dagli ingaggi più elevati: la maggior parte dei professionisti guadagna tra 250mila e 400mila euro, mentre molti gregari non superano i 150mila euro annui.







































