Montella: “Un peccato la lite tra Gasperini e Ranieri” | OneFootball

Montella: “Un peccato la lite tra Gasperini e Ranieri” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Pagine Romaniste

Pagine Romaniste

·29 aprile 2026

Montella: “Un peccato la lite tra Gasperini e Ranieri”

Immagine dell'articolo:Montella: “Un peccato la lite tra Gasperini e Ranieri”

Vincenzo Montella racconta la qualificazione della Turchia al Mondiale, il legame con la Roma e la sua analisi sul calcio italiano.

Pensando al concetto di full immersion, proviamo a immaginare un professionista che vive nella struttura in cui lavora, prende 3-4 aerei a settimana per trasferte professionali, abita all’estero dove gli è capitata un’opportunità speciale. “A volte mi sveglio in un albergo senza capire dove sono” racconta scherzando ma non troppo Vincenzo Montella, entrato già nella storia del calcio turco per aver riportato la nazionale al Mondiale dopo 24 anni.


OneFootball Video


Le parole di Montella

Partiamo da lì, dalla qualificazione in Kosovo. “La più importante gioia della carriera. E si aggiunge ad altri momenti straordinari, come i quarti di finale all’Europeo e la promozione in Lega A di Nations League. Un intero popolo è felice e per me questo rappresenta il premio più grande”.

Al Mondiale dove arriverete? “Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra”.

Il capitano Calhanoglu si è fermato di nuovo. “L’ho sentito fiducioso in vista della finale di Coppa Italia. È uno di quei registi in via di estinzione. Di fianco a lui il compagno è più sicuro, perché può passargli il pallone nei momenti difficili sapendo di consegnarlo a una banca”.

Chi potrebbe spostarsi è il romanista Çelik, svincolato dal 30 giugno. “Vale il discorso di prima. Per me è un giocatore utilissimo, di rendimento, multiruolo”.

A proposito di Roma, come giudica la rottura tra Ranieri e Gasperini? “Credo sia indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Di certo è un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso”.

Una grande certezza è invece Yildiz. “È migliorato tanto. E può fare anche di più, essendo un ragazzo che non si accontenta mai. Se come leggo resterà Spalletti per lui è un vantaggio, perché Luciano è bravo a tirare fuori il meglio dai talenti”.

Con Spalletti vi sentite spesso? “Certo, siamo amici. E lo dice uno che da calciatore non andava d’accordo con lui”.

Qual è l’allenatore che la intriga di più tra le novità? “Matarazzo, che ha appena vinto la Coppa di Spagna con la Real Sociedad. Mi incuriosiscono le storie e la sua di italo-americano è molto interessante”.

Anche quella di Montella non è male. “Di una cosa mi pento: non aver deciso di andare all’estero prima. Cambiare Paese arricchisce l’esperienza professionale e soprattutto umana. Magari un giorno tornerò a lavorare in Italia, perché mi manca un po’ l’atmosfera del campo da vivere tutti i giorni, ma per ora sono felicissimo in Turchia. Qui ho riscoperto la fiamma della passione. Durante il Covid avevo pensato di smettere. Stavo bene con la famiglia, non avevo offerte che mi stimolassero. Andare ad Adana mi ha riacceso”.

In Nations League affronterete l’Italia. Quale male affligge il nostro calcio? “La Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela”.

Come si riparte? “Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: Gravina e Gattuso volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale”.

Anche la Serie A è calata di livello. “Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti televisivi, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni, condiziona la valutazione di chi investe”.

Montella e Cannavaro, oltre ad Ancelotti. Al Mondiale l’Italia potrà tifare solo per voi. “Questo mi riempie di orgoglio: ho sempre tifato per gli italiani all’estero come portabandiera di un movimento”.

Una suggestione per il futuro dell’Italia è Pep Guardiola come ct. “Guardiola è talmente intelligente da poter fare tutto”.

Visualizza l' imprint del creator