Inter News 24
·2 luglio 2026
Moratti sicuro: «L’Inter è stata sfortunata in Champions. Balotelli? Un rammarico per tutto il calcio italiano»

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·2 luglio 2026

L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha rilasciato una lunga intervista a Soccer Magazine, affrontando diversi temi legati al mondo nerazzurro e al calcio italiano. Dalle finali di Champions League perse dall’Inter al momento della Juventus, passando per il mancato arrivo di Francesco Totti, il talento inespresso di Mario Balotelli e l’evoluzione del calcio moderno, Moratti ha condiviso il suo punto di vista senza rinunciare a qualche battuta.
Le competizioni europee sembrano oggi più equilibrate rispetto al passato. Come interpreta il fatto che l’Inter non sia riuscita a conquistare la Champions League negli ultimi anni?
«Beh, è sempre stato difficile vincerla e quindi non è che sia un fatto strano non vincerla. Soprattutto, l’Inter ha avuto sfortuna nelle ultime due finali. Della seconda non ne parliamo, ma la prima è stata sfortunata. Quella che è venuta meno comunque è anche la partecipazione di altre squadre alla Champions, eliminate abbastanza presto».
Dopo un lungo ciclo vincente, la Juventus sta attraversando una fase complicata. È una conseguenza naturale oppure si poteva evitare?
«Ma non è obbligatorio pagarlo! Bisogna vedere se capita… (ride, ndr) Può anche capitare di andare avanti dignitosamente per qualche anno, invece è capitato alla Juventus di andare molto male. Beh, deve tirarsi su le maniche e cominciare a pensare come le altre società che non è facile vincere».
Guardando indietro, considera Francesco Totti il rimpianto più grande del mercato della sua Inter?
«No, perché non è mancato, in quanto l’ho chiesto e Sensi molto coraggiosamente alla fine se lo tenne. Quindi devo dire che non si può parlare di un colpo mancato, ma di una possibilità che però non c’era, in realtà poi non c’era».
Tra gli eroi del Triplete c’era anche Mario Balotelli. Quanto pesa il fatto che non abbia mantenuto le enormi aspettative riposte in lui?
«Beh, rimane il rammarico da parte di tutta l’Italia per il fatto che Balotelli non sia esploso, perché aveva una classe notevole. Però, qualsiasi sia la ragione, non è riuscito a esprimersi completamente e non è stato fortunato nel corso della sua carriera. È un rammarico e un dispiacere perché era un giocatore completo, assolutamente completo».
Osservando il calcio attuale dall’esterno, quanto si ritrova ancora in questo sport rispetto ai tempi della sua presidenza?
«Un pochino, certamente. C’è sempre un cambiamento negli anni e poi ne sono passati parecchi da quando c’ero io, quindi è chiaro che ci siano delle mutazioni o un’evoluzione, ma non è un’involuzione. È un’evoluzione a seconda di come va il mondo, insomma. Il mondo in questo momento va in una certa direzione: i soldi arrivano da parte dei fondi, i fondi creano meno spirito di squadra e quindi automaticamente si vede di meno l’uomo-bandiera».







































