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Marco Alessandri·17 febbraio 2026
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Marco Alessandri·17 febbraio 2026
Non solo Juventus e Atalanta. Nel martedì di Champions, altre quattro squadre sono scese in campo, con ben due top club impegnati in trasferta.
Nel Principato, il PSG ha fatto visita al Monaco, in un derby francese con in palio l'accesso agli ottavi di finale.
A Lisbona, invece, il Real Madrid è andato a fare visita al Benfica di José Mourinho, nel rematch dell'ultimo turno della fase a girone unico, quello in cui il portiere dei lusitani, Trubin, aveva regalato la qualificazione ai playoff ai suoi con un gol di testa in pieno recupero.
Colpaccio del Real, che vince a Lisbona e si porta in netto vantaggio nella doppia sfida con il Benfica. Ma al Da Luz non è stata una bella partita, come prevedibile.
Arbeloa questa volta batte il suo maestro e lo fa grazie alla prodezza di Vinicius Jr., che al 50' si è messo in proprio e ha disegnato un arcobaleno che è andato direttamente all'incrocio dei pali. Neanche un Trubin in versione superman ha potuto fare qualcosa.
Ma Vini è pur sempre Vini. Il talento brasiliano è da sempre genio e sregolatezza, e così l'esultanza con annesso ballo alla bandierina non è piaciuta troppo al direttore di gara, che gli ha mostrato il cartellino giallo (probabilmente esagerando).
Ecco, da quel momento (siamo al 50') non si è più giocato per una decina di minuti. Colpa di quanto accaduto a centrocampo tra Vinicius e Prestianni, con il giocatore del Real che ha chiesto al direttore di gara di interrompere il match. Il motivo? Secondo il 7 blanco, Prestianni gli avrebbe rivolto delle frasi razziste: "Mono, mono", "scimmia, scimmia".

Impossibile capirlo dal labiale, perché l'esterno del Benfica si copre la bocca con la maglia. Nell'interminabile pausa che ne consegue, Vinicius va anche a colloquio con José Mourinho e, da quello che si vede, non è una chiacchierata tra amici.
Proprio Mou non ci sarà tra sette giorni al Bernabeu, in quello che avrebbe significato il suo gran ritorno nello stadio in cui fu di casa tra il 2010 e il 2013. Il tecnico portoghese, infatti, all'85' è stato espulso per proteste. Il motivo? La richiesta di un cartellino giallo, ovviamente per... Vinicius!
Nel finale, poi, ci si è messo anche Otamendi. Sull'ultimo corner della partita, il difensore argentino ci ha tenuto a mostrare a Vinicius il tatuaggio presente sul proprio petto, che mette in mostra il Mondiale vinto nel 2022. L'ennesima provocazione di una partita in cui si è giocato poco a calcio, ma è comunque accaduto di tutto.
Una partita bellissima, pazza, con emozioni e capovolgimenti di ogni genere. Monaco-PSG è stata tutto questo e per 27 minuti è sembrato che i campioni d'Europa potessero davvero rischiare l'eliminazione.
La doppietta dell'ex obiettivo dell'Inter Balogun - al 1' e al 18' - aveva messo in discesa le cose per la squadra di casa, che al 22' aveva anche beneficiato del booster di adrenalina dato dal rigore sbagliato da Vitinha (gran parata di Kohn).
L'infortunio di Dembélé al 27' sembrava completare la serata da incubo dei parigini, che invece dalla panchina hanno pescato l'arma che ha cambiato il destino di questa andata.
Al posto del Pallone d'Oro, infatti, Luis Enrique ha inserito Doué, che due minuti più tardi ha riaperto il match. Prima dell'intervallo, poi, Hakimi ha messo le cose a posto, riportando tutto in parità.
La svolta definitiva, allora, è arrivata al 48' con il rosso a Golovin, dopo check del VAR, per un brutto intervento su Vitinha.

Da quel momento è un assolo degli ospiti, che al 67' la ribaltano, ancora con Doué.
Parigini distratti inizialmente, ma come spesso accade la qualità in mano a Luis Enrique fa sì che, in un modo o nell'altro, i campioni vengano fuori. Sempre.
📸 Angel Martinez - 2026 Getty Images









































