DirettaCalcioMercato
·18 aprile 2026
Napoli, Conte: “Oggi c’era poca energia. Il mio futuro? Meglio se stiamo zitti fino a fine stagione, poi Dio vedrà”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·18 aprile 2026

Il Napoli manca l’appuntamento con la vittoria: termina 0-2 per la Lazio. Antonio Conte ha parlato così in conferenza stampa.
Una sconfitta inaspettata per il Napoli che in uno dei due big match di giornata perde terreno sull’Inter capolista: la sfida contro la Lazio termina 0-2 per i biancocelesti, decidono le reti di Cancellieri e Basic. Antonio Conte ha parlato così della partita ai microfoni di DAZN, ecco l’estratto.
Squadra svuotata: ha inciso più il discorso fisico o mentale? Sconfitta che complica la qualificazione in Champions? “Quello che abbiamo visto oggi, sicuramente sin dall’inizio c’era poca energia. Tutto parte sempre dalla testa, forse ho sottovalutato un pochettino la reazione al pareggio di Parma e l’effetto che ha avuto su tutti noi. È inevitabile che eravamo di rincorsa e sapevamo che non dovevamo sbagliare e sperare che chi ci stava davanti sbagliasse. Il fatto di non essere riusciti a vincere a Parma e la vittoria dell’Inter ci ha praticamente stroncato a livello mentale, anche se poi la matematica ci lasciava ancora in vita.
Non lo so, magari sarei dovuto intervenire in maniera diversa a livello motivazionale, pungolando un pochettino i miei, però oggi eravamo veramente scarichi, con energia a zero. Siamo stati molto sporchi a livello qualitativo perché abbiamo commesso tantissimi errori: abbiamo tenuto il 70% del possesso palla facendo 0 tiri in porta, 8 fuori, 12 a 0 i calci d’angolo. Abbiamo fatto fare alla Lazio la partita che voleva: stavano lì stretti e ripartivano. Noi non siamo stati bravi a trovare quelle linee di gioco che avevamo preparato, anche perché non è che la Lazio ci abbia sorpreso: sapevamo che avrebbe fatto quel tipo di partita.
Però oggi, a livello di energia, abbiamo fatto fatica tutti quanti. Quello che posso fare è ringraziare sicuramente il sostegno delle curve, che ci hanno sostenuto fino alla fine, quindi va dato loro merito e va detto grazie. Penso che questi ragazzi meritino questo per l’annata che stiamo facendo, mancano cinque partite. Adesso bisogna resettare: domani i ragazzi riposano, stanno a casa con la famiglia, si riparte lunedì sapendo che c’è da combattere per conquistare tutti insieme la Champions”.
Anche l’anno scorso, di questi tempi, si è cominciato a parlare di voci sul suo futuro e sul mercato: teme che questo possa aver inciso sulla concentrazione della squadra? “Questo è il mio secondo anno al Napoli ed è un copia e incolla dell’anno scorso. Quello che dispiace è che, quando parlo, mi sembra di parlare in italiano, e invece vengo spesso strumentalizzato: da alcune frasi si taglia o si riporta un’interpretazione personale. Capitasse in Inghilterra potrei anche capire, visto che non parlo benissimo l’inglese, ma qui parlo in italiano.
Quello che posso dire è che in queste situazioni più siamo tutti zitti, meglio è, anche perché altrimenti diamo solo fiato alle trombe di chi non vuole bene al Napoli e cerca di creare confusione. Così come due giorni fa è uscito un articolo: una squadra vecchia da svecchiare, giocatori che devono andare via, nomi e cognomi.
Io penso che non sia giusto: è una mancanza di rispetto nei confronti di calciatori che stanno qui da tanto tempo, hanno vinto due scudetti e una Supercoppa. Ritrovarsi sul giornale con scritto che uno sicuramente non verrà rinnovato, che un altro andrà via… ma perché? Facciamolo fare agli altri, ma a Napoli stesso io dico: perché vogliamo farci male da soli? Tutte queste voci sicuramente non fanno bene alla squadra, è una mancanza di rispetto verso chi ha fatto sognare la città. Questo mi dispiace, perché Napoli stessa è molto controversa: c’è chi aiuta e chi distrugge, chi crea e chi rompe le scatole.
A me dispiace perché già ci sono pressioni da altre parti: quando siamo in casa nostra cerchiamo di stare compatti e uniti invece di farci del male da soli. Ripeto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non addosserei assolutamente le colpe alla difesa, perché si difende e si attacca in undici, compreso il portiere: si difende in undici, compreso Højlund, che sarebbe l’attaccante.
Oggi eravamo tutti non pervenuti, c’è stato un blackout totale. Ho fatto il calciatore e l’allenatore, e capitano giornate no: oggi è stata una giornata no. Anche perché, ripeto, la partita hai provato a farla, la palla ce l’avevi tu per il 70%. Potevamo attaccare per due giorni, ma non avremmo mai fatto gol perché non c’era la lucidità necessaria per capire dove colpire. Non si vedevano gli spazi, non eravamo puliti a livello qualitativo, eravamo molto sporchi.
C’è stata una serie di situazioni che ora vanno azzerate: da lunedì bisogna prepararsi perché mancano cinque partite e per la società è troppo importante giocare la Champions. La Champions porta circa 70 milioni nelle casse societarie, come l’anno scorso, oltre al premio dello scudetto. Quindi dobbiamo rimanere concentrati e focalizzati per raggiungere l’obiettivo, poi Dio vedrà.”









































