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·2 gennaio 2026
Napoli, il 2026 come anno della svolta infrastrutturale: stadio e centro sportivo al centro del progetto

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Secondo Repubblica, il futuro del club non può più dipendere solo dai risultati sportivi. Servono investimenti strutturali per garantire crescita, stabilità e ambizioni di lungo periodo.
Il 2026 si apre per il Napoli come un anno di riflessione profonda e, soprattutto, di scelte decisive. Non soltanto per ciò che accadrà sul campo, ma per quello che il club azzurro intende diventare fuori dal rettangolo di gioco. Il tema è chiaro e ormai non più rinviabile: stadio e centro sportivo rappresentano il vero snodo strategico del futuro partenopeo.
A sottolinearlo è Repubblica Napoli, che in un’analisi firmata da Marco Azzi mette in evidenza un dato strutturale: gli equilibri economici del Napoli sono ancora eccessivamente legati ai risultati sportivi, mentre la crescita del marketing, per quanto significativa, non è sufficiente a garantire continuità ai massimi livelli.
Un modello economico ancora fragile
Negli ultimi anni il Napoli ha vissuto un ciclo straordinario, culminato con due scudetti in tre stagioni e una presenza stabile nelle competizioni europee. Tuttavia, proprio questo successo rischia di mascherare una fragilità di fondo. I ricavi da diritti televisivi e Champions League, da soli, non bastano più per competere in modo strutturale con i top club europei.
Il recente blocco parziale del mercato di gennaio è stato letto come un segnale d’allarme: un indicatore concreto di quanto una stagione negativa, prima o poi, possa incidere in modo diretto sulla sostenibilità del progetto sportivo.
Come sottolinea Repubblica, “la crescita del brand Napoli non è ancora in grado di mettere il club al riparo dalle oscillazioni dei risultati sul campo”. Ed è proprio qui che entrano in gioco le infrastrutture.
Stadio e centro sportivo: il vero salto di qualità
In oltre vent’anni di presidenza, Aurelio De Laurentiis ha costruito un Napoli solido dal punto di vista gestionale e vincente sul campo, ma il capitolo investimenti immobiliari è rimasto incompiuto. Né lo stadio né il centro sportivo sono mai diventati asset di proprietà del club, a differenza di quanto accade nelle grandi realtà europee.
Secondo Repubblica, “gli investimenti strutturali per stadio e centro sportivo sono l’unica vera garanzia di permanenza ad alti livelli”. Non si tratta solo di modernizzazione, ma di creare basi economiche stabili, capaci di generare ricavi indipendenti dai risultati sportivi: hospitality, eventi, naming rights, academy, valorizzazione dei giovani e identità del club.
Il 2026 tra centenario e scelta di maturità
Il 2026 non sarà un anno qualunque. Oltre a rappresentare un nuovo inizio simbolico, sarà anche l’anno che accompagnerà il Napoli verso lo storico centenario. Ed è proprio questo il punto: decidere che tipo di club si vuole essere “da grandi”.
Repubblica è netta: “Le sfide decisive sono quelle che De Laurentiis non può più rinviare”. I successi recenti devono essere visti come un trampolino di lancio, non come un punto di arrivo.
Nel suo messaggio di auguri ai tifosi, il presidente azzurro ha parlato di una nuova sfida: “Il 2025 è stato entusiasmante. Ci impegneremo ancora di più per far meglio. Non sarà facile, ce la metteremo tutta”. Parole che oggi assumono un peso specifico ancora maggiore.









































