Calcionews24
·11 febbraio 2026
Napoli Roma, questione di spazi: la vertigine azzurra contro il labirinto giallorosso

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·11 febbraio 2026

Domenica il “Maradona” sarà teatro di una sfida che, leggendo i tabellini e le modalità di realizzazione, si preannuncia come un confronto tra due filosofie offensive profondamente diverse, seppur accomunate da un cinismo notevole sulle palle inattive. Napoli e Roma arrivano al big match con armi affilate ma distinte: la squadra di Conte è una macchina verticale, un rasoio che taglia il campo in profondità; quella giallorossa è una formazione che preferisce tessere la tela, saturando l’area di rigore con trame fitte e inserimenti.
Il dato macroscopico che salta all’occhio analizzando i gol stagionali è la gestione dello spazio. Il Napoli è letale quando può distendersi. Con ben 9 gol arrivati in profondità, gli azzurri mostrano una predilezione per l’attacco diretto alle spalle della difesa avversaria. Il protagonista assoluto è Rasmus Hojlund (12 gol totali in stagione, solo in Coppa Italia non ha segnato), un vero predatore del campo aperto, innescato regolarmente dai lanci di Spinazzola, De Bruyne o dalle invenzioni di Neres (e queste ultime due assenze non possono non essere considerate pesanti). Non solo: l’ex United sta facendo anche la fortuna di Vergara, che approfitta dei suoi blocchi o delle sue verticalizzazioni per trovare metri di libertà, efficacemente percorsi. Il Napoli non ha bisogno di lunghi possesso palla: gli basta un filtrante, un cambio di gioco o un recupero palla (vedi i gol contro l’Atalanta o la Fiorentina) per mandare i suoi velocisti a tu per tu col portiere.
Di contro, la Roma ha un approccio più manovriero e “posizionale”. Il dato più eclatante dei capitolini sono gli 11 gol catalogati che hanno la rifinitura in area di rigore. La squadra non cerca ossessivamente il lancio lungo, ma costruisce azioni corali (simbolico il gol di Celik contro l’Udinese dopo 22 passaggi o quello di El Shaarawy contro il Midtjylland) che portano l’uomo al tiro ravvicinato. I giallorossi vivono di scarichi a rimorchio, triangolazioni strette (l’asse Soulé-Celik-Dybala) e densità negli ultimi 16 metri. Se il Napoli ti colpisce mentre corri all’indietro, la Roma ti punisce quando sei schierato, trovando il pertugio nel traffico. L’acquisto di Malen, bravo a disegnare corridoi anche fuori dal perimetro dei 16 metri, dice che Gasperini ha trovato l’uomo giusto per avere un’alternativa in più in spazi che non aveva ancora percorso.
Una similitudine apparente riguarda l’apporto dei centrocampisti, ma con modalità differenti. Nel Napoli, Scott McTominay è un “falso centrocampista”: con 8 reti stagionali, lo scozzese agisce quasi da seconda punta aggiunta. I suoi gol (di testa, di piede, da fuori) nascono da una presenza fisica debordante. È lui l’uomo che riempie l’area quando Hojlund apre gli spazi. Nella Roma, il gol è più democratico e distribuito. Se Soulé è il capocannoniere stagionale (7 centri), il contributo arriva anche da Ferguson, Pellegrini, Koné e Pisilli. La Roma porta tanti uomini a concludere l’azione, sfruttando spesso le seconde palle o gli errori in disimpegno delle difese avversarie (ben 3 gol nati da errori difensivi altrui e 4 sono stati originati da respinte), segno di una squadra che pressa alto e “sporca” le giocate altrui.
Dove le due squadre si specchiano è nella pericolosità sui calci piazzati. Entrambe sanno colpire sui corner: 4 gol per il Napoli, 5 per la Roma. Qui la sfida è tra giganti. Il Napoli sfrutta i centimetri di McTominay (vero dominatore aereo) e l’opportunismo di Beukema; la Roma risponde con la “batteria” di saltatori composta da Ndicka, Mancini, Cristante e Hermoso. Domenica, ogni calcio d’angolo sarà un potenziale match-point.
Infine, un dettaglio psicologico non trascurabile. Il Napoli si presenta con una freddezza quasi glaciale dagli undici metri (4 rigori segnati, quasi tutti da De Bruyne prima dell’infortunio, poi Hojlund), messa in discussione ieri in Coppa Italia quando l’andare a oltranza ha portato all’errore di Lobotka che è costata l’eliminazione ai quarti di finale con il Como.La Roma vive un incubo dal dischetto. I giallorossi hanno già fallito due penalty pesanti con i loro uomini di maggior qualità, Soulé e Dybala. In una partita che potrebbe essere bloccata tatticamente, questa diversa confidenza nervosa potrebbe fare tutta la differenza del mondo.
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