Napoli, una stagione tra infortuni e ricostruzioni continue per Conte | OneFootball

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·6 marzo 2026

Napoli, una stagione tra infortuni e ricostruzioni continue per Conte

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Il Kintsugi è una pratica giapponese che consiste nel riparare con l’oro le ceramiche rotte, unendone i frammenti. ll suo significato simbolico è la valorizzazione delle imperfezioni e delle ferite, trasformando la rottura in bellezza. Un’espressione sicuramente nota a Kagoshima – la gemella nipponica di Napoli – che unisce ulteriormente le due città, se utilizzata per descrivere l’annata di continue difficoltà, ripetuti stravolgimenti e urgenza di ricostruire della squadra di Antonio Conte.

La stagione del Napoli è stata – e continua ad essere – un reiterato e obbligato tentativo di mettere insieme i pezzi e trasformare la necessità in virtù, facendo tesoro del materiale a disposizione e cercando di esaltarlo, nonostante le crepe evidenti della struttura. 


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Conte, un allenatore tradizionalmente legato al suo blocco di fedelissimi, ha dovuto cambiare tanto, muovendosi tra infortunio e l’altro e dando una forma diversa alla sua squadra in base agli uomini a disposizione. Come un artigiano orientale, ha raccolto più di una volta i cocci della sua squadra, riassemblandoli in vasi sempre diversi, ogni volta che questi andavano in frantumi. 

Venuto meno il collante De Bruyne, dalle cicatrici di un Napoli costretto a ricostruire, stravolgendo il suo assetto iniziale, era emerso il talento prezioso di David Neres, diventato il vero uomo in più della squadra. Il suo infortunio ha mandato di nuovo in frantumi i piani, ma la riorganizzazione ha portato alla scoperta di Vergara. Da ogni rottura, il Napoli ha saputo trarre qualcosa.

In campionato, dall’inizio dell’anno, Conte ha schierato dal primo minuto 25 giocatori diversi (ora ha a disposizione anche Giovane e Lukaku, mai impiegati dall’inizio) e ha proposto consecutivamente la stessa formazione solo due volte. Ha saputo adattarsi, trovando sempre una soluzione nonostante le fragilità evidenti della sua squadra e dimostrando di saper cambiare pelle in funzione delle necessità. Evidentemente, non si può parlare solo di sfortunate coincidenze: grandi interrogativi si pongono sulla preparazione atletica. L’evoluzione dei metodi e delle richieste di Conte, soprattutto dal punto di vista nervoso e atletico, sarà lo step successivo per la sua carriera. Forse ciò che gli è mancato per competere nelle tre competizioni, ora necessario per adeguarsi a un calcio dai ritmi sempre più forsennati.

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