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·10 aprile 2026

Nazionale già dimenticata, Gattuso torna in Serie A

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Rino Gattuso ha lasciato la Nazionale Italiana ma la sua avventura da allenatore è già pronta a ricominciare: per lui c’è la Serie A.

Il fallimento sistemico del calcio italiano ha raggiunto il suo apice con la terza, drammatica esclusione consecutiva dai Mondiali 2026, trasformando il centro tecnico di Coverciano in un deserto di idee e di cariche. Il naufragio della Nazionale ha travolto ogni certezza, portando al collasso i vertici della federazione e costringendo Gennaro Gattuso a rassegnare dimissioni irrevocabili. L’ormai ex commissario tecnico ha abbandonato la nave con un discorso intriso di sofferenza, sottolineando come “la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio”, un monito che risuona come un atto d’accusa verso un sistema incapace di rinnovarsi. Le poltrone vacanti lasciate da figure come Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon delineano un quadro di totale anarchia istituzionale, dove il peso della sconfitta ha annientato qualsiasi tentativo di riforma superficiale.


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Eppure, nonostante le macerie della spedizione azzurra, il carisma indomito di Gennaro Gattuso non ha perso il suo appeal sul mercato nazionale. La sua decisione di staccarsi dal mondo federale sembra il preludio a un ritorno imminente in Serie A, dove diverse società in crisi d’identità vedono in lui il condottiero ideale per riaccendere la passione di tifoserie deluse. La voglia di campo e la necessità di respirare nuovamente l’adrenalina della competizione quotidiana spingono l’ex mediano verso una nuova sfida nel massimo campionato, chiudendo una parentesi nazionale che resterà una macchia indelebile nella sua carriera, ma che non ne ha scalfito la reputazione di motivatore d’eccezione.

Addio Sarri, la Lazio pensa a Gattuso: non è il solo in lista

L’eco del disastro nazionale si infrange violentemente contro le mura di Formello, dove la Lazio si prepara a vivere ore febbrili che definiranno il destino di Maurizio Sarri. La semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, crocevia fondamentale per dare un senso a una stagione altrimenti anonima, rappresenta l’ultimo argine prima di una rivoluzione che appare ormai inevitabile. Sebbene il tecnico toscano sia legato ai biancocelesti da un contratto valido fino al giugno 2028, il gelo calato tra l’allenatore e il presidente Claudio Lotito suggerisce un epilogo anticipato del rapporto. Le frizioni costanti con il direttore sportivo Angelo Fabiani riguardo alle strategie di mercato hanno logorato un ambiente che non sembra più riconoscersi pienamente nel credo tattico del tecnico di Figline.

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Addio Sarri, la Lazio pensa a Gattuso: non è il solo in lista – cagliarinews24.com (foto: profilo IG Lazio)

In questo clima di incertezza, la Fiorentina osserva con attenzione l’evolversi della situazione, pronta a offrire a Maurizio Sarri quel porto sicuro che il tecnico ha già sfiorato in passato. Nel frattempo, la dirigenza della Lazio ha già iniziato a sondare alternative di spessore, mettendo nel mirino proprio il dimissionario Gennaro Gattuso e il profilo di Fabio Grosso. Quest’ultimo, protagonista di un’annata positiva alla guida del Sassuolo, incarna perfettamente l’idea di un nuovo corso basato sulla freschezza tattica e sulla gestione di un gruppo giovane. La sfida di Bergamo contro l’Atalanta non sarà dunque solo una partita di calcio, ma il setaccio definitivo che stabilirà se la Lazio proseguirà nel solco della continuità sarriana o se abbraccerà una rifondazione totale sotto una nuova guida tecnica. Va ricordato però che in caso di esonero, ipotesi al momento poco concreta, Lotito si ritroverebbe con 5,5 milioni a bilancio oltre allo stipendio del nuovo allenatore.

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