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·10 settembre 2026
Nemmeno con Alexis per 90' il Montreal si rialza: 1-2 col Charlotte

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L’attaccante cileno ha giocato tutti i 90 minuti nella sconfitta per 2-1 del CF Montreal contro il Charlotte FC, al Saputo Stadium, tornando a completare una partita dopo quasi sei mesi. Tuttavia, il suo sforzo individuale non è bastato a cambiare la realtà di una squadra che continua a occupare l’ultimo posto della Eastern Conference della MLS.
Il giocatore di Tocopilla ha così collezionato la sua sesta partita dal suo arrivo in Nordamerica e la seconda da titolare consecutiva, un segnale che sta iniziando ad assumere un ruolo più importante nella struttura della squadra canadese. Per ritrovare l’ultima volta in cui era rimasto in campo per tutti i 90 minuti bisogna tornare al 15 marzo, quando difendeva ancora i colori del Siviglia e affrontò il Barcellona in Liga.
Questa volta, Alexis non è solo tornato a completare una partita. Ha anche avuto un ruolo molto più centrale nel gioco offensivo del Montreal, agendo da raccordo e cercando costantemente l’intesa con i compagni.
Il problema è che, in una squadra che continua a mostrare serie difficoltà nel trasformare le proprie avanzate in occasioni davvero nitide, l’influenza del cileno è ancora insufficiente per cambiare una dinamica che si è ormai radicata con troppa forza.
La partita era valida per la 25ª settimana della Major League Soccer e metteva di fronte due squadre con obiettivi molto diversi.
Il Montreal ha iniziato la giornata al 29º posto su 30 squadre del campionato, appena sopra lo Sporting Kansas City e ultimo nella Eastern Conference. Il Charlotte, invece, arrivava in quinta posizione e con prospettive molto più favorevoli in vista della postseason.
In questo contesto, Philippe Eullaffroy, allenatore ad interim della squadra canadese, ha deciso di confermare Alexis dal primo minuto e di schierarlo come principale raccordo in un sistema 4-2-3-1.
Il cileno si è inizialmente posizionato alle spalle del centravanti Daniel Ríos, che ha preso il posto dell’infortunato Prince Owusu. Ma, come spesso accade quando Alexis cerca di entrare nel vivo del gioco, la sua posizione iniziale è finita per essere solo un riferimento.
L’attaccante si è abbassato in diverse fasi per entrare in contatto con il pallone e si è anche allargato sulle fasce nel tentativo di trovare spazi. La ricerca era evidente: partecipare alla costruzione, avvicinarsi all’area e diventare il giocatore capace di portare quella dose di imprevedibilità che il Montreal ha faticato a trovare per gran parte della stagione.
Inoltre, la partita è stata condizionata fin dall’inizio da una pioggia intensa che si è abbattuta sul Saputo Stadium, soprattutto durante il primo tempo.
Nel mezzo di un funzionamento collettivo piuttosto modesto, le apparizioni del cileno sono state tra le poche azioni capaci di accendere l’entusiasmo dei tifosi che hanno sfidato le condizioni climatiche.
La squadra di casa ha cercato di assumere il controllo della partita, anche se per gran parte del primo tempo le sue avanzate non sono riuscite a trasformarsi in un vero pericolo.
Il Montreal aveva più intenzione che profondità.
La differenza è arrivata dopo la mezz’ora.
Al 34’, la squadra canadese è riuscita a sbloccare il risultato con Daniel Ríos, che ha sfruttato un cross dalla sinistra di Luca Petrasso. Il messicano è sbucato sul secondo palo, ha preso posizione sul marcatore e ha colpito di testa mandando il pallone in fondo alla porta ospite.
L’1-0 sembrava dare al Montreal una ricompensa per i suoi sforzi e, soprattutto, l’opportunità di gestire la partita da una posizione più favorevole.
Ma il vantaggio è durato pochissimo.
Il Charlotte ha risposto con una transizione offensiva diretta guidata da Allan Saint-Maximin, attaccante francese con trascorsi al Monaco e all’América, che è riuscito a servire l’israeliano Liel Abada.
L’attaccante ha ricevuto con spazio e ha chiuso l’azione con un tiro sul primo palo per firmare l’1-1.
Il Montreal era riuscito a portarsi in vantaggio, ma ha mostrato ancora una volta una delle sue principali difficoltà stagionali: l’incapacità di mantenere una situazione favorevole quando la partita comincia a richiedere una maggiore solidità collettiva.
All’intervallo, il pareggio lasciava tutto aperto.
Il Montreal è rientrato dagli spogliatoi con un atteggiamento diverso.
La squadra ha avanzato il proprio baricentro di diversi metri, ha cercato di stabilirsi con maggiore frequenza nella metà campo del Charlotte e ha provato a esercitare una pressione più aggressiva. Questa scelta, però, aveva anche un costo: ogni pallone perso poteva trasformarsi in un’opportunità di contropiede per un avversario con giocatori capaci di attaccare gli spazi.
Dentro questa dinamica, Alexis ha acquisito maggiore protagonismo vicino all’area avversaria.
Il cileno ha continuato ad abbassarsi in alcuni momenti per avviare le azioni, ma ha anche iniziato ad apparire con maggiore frequenza in posizioni offensive. Questa mobilità gli ha permesso di entrare più spesso in contatto con il pallone e di assumersi maggiori responsabilità nella creazione del gioco.
E proprio dopo l’ora di gioco ha avuto le sue migliori occasioni.
Al 61’, Sánchez ha avuto una chance ideale per calciare frontalmente verso la porta. Tuttavia, il tiro è uscito sporco e ha sprecato un’occasione che avrebbe potuto significare il secondo gol del Montreal.
L’azione successiva è stata ancora più chiara.
Dopo un recupero di Daniel Ríos, Alexis si è ritrovato praticamente solo davanti alla porta e ha avuto la possibilità di concludere. Ma ha alzato il tiro. Inoltre, l’azione è poi stata annullata per fuorigioco.
Sono state due occasioni consecutive che hanno rispecchiato le due facce della sua prestazione: da un lato, il cileno riusciva ad apparire in zone in cui poteva fare la differenza; dall’altro, gli mancava ancora precisione per trasformare questi interventi in un vantaggio concreto.
La partita è entrata nella sua fase finale con il Montreal a caccia della vittoria e il Charlotte in attesa dell’occasione giusta per sfruttare gli spazi.
E quell’occasione è arrivata all’81’.
Una nuova incursione profonda degli ospiti si è conclusa con Idan Toklomati completamente libero al centro dell’area. L’israeliano ha ricevuto in posizione privilegiata e non ha perdonato, firmando il 2-1.
Il colpo è stato particolarmente duro per il Montreal perché è arrivato quando la squadra era riuscita a stabilirsi per diversi minuti nella metà campo avversaria e sembrava più vicina a tornare in vantaggio.
Con il tempo che scorreva contro, i padroni di casa si sono lanciati disperatamente alla ricerca del pareggio.
Alexis si è assunto di nuovo la responsabilità.
All’86’, il cileno ha avuto un calcio di punizione frontale. L’esecuzione ha superato la barriera e sembrava diretta verso la porta, ma il portiere ospite è riuscito a sfiorare il pallone quanto bastava per deviarlo in calcio d’angolo.
È stata una delle ultime reali occasioni del Montreal per evitare un’altra sconfitta.
Non c’è stato più tempo per altro.
La sconfitta lascia il Montreal fermo a 21 punti e ultimo nella Eastern Conference. La squadra ha appena cinque vittorie in 24 partite, una statistica che spiega in buona parte la sua complicata posizione in classifica.
Per Alexis, invece, la partita offre una lettura leggermente diversa.
Dopo un lungo periodo segnato dagli infortuni, dalla mancanza di continuità e dai cambi di scenario, completare i 90 minuti rappresenta un segnale positivo dal punto di vista fisico e competitivo.
Il dato assume ancora più rilevanza considerando che la sua ultima partita completa risaliva al 15 marzo, quando giocava nel Siviglia contro il Barcellona.
Ora, quasi sei mesi dopo, l’attaccante è tornato a restare in campo per tutta la durata dell’incontro.
La sua crescita si riflette anche nel ruolo che sta assumendo nel Montreal. Il cileno conta già sei presenze con il club — cinque in MLS e una in Canadian Championship — e sta iniziando ad assumersi una responsabilità sempre maggiore nella costruzione offensiva.
Ma il problema è che Alexis è arrivato in una squadra che ha bisogno di molto più di una singola individualità.
Il Montreal ha bisogno di ritrovare gioco, fiducia ed efficacia. Il cileno può portare esperienza, pause, talento e capacità di creare gioco, ma difficilmente potrà risolvere da solo i problemi strutturali di una squadra che continua ad accumulare sconfitte.
Contro il Charlotte ha avuto occasioni per cambiare la storia e ha partecipato attivamente al gioco. Non ci è riuscito.
La buona notizia è stata che Alexis è tornato a completare 90 minuti. La cattiva, che il Montreal è rimasto ancora una volta senza risposte e continua a guardare la stagione dal fondo della MLS.
/Maximiliano Solís, corrispondente di todofutbol negli Stati Uniti. Video: MLS
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































