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·30 novembre 2025

Neres gladiatorio all’Olimpico, azzurri che completano l’aggancio al Milan

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È il gruppo Conte a prendersi il big match dell’Olimpico: la squadra azzurra vince 1-0 con gol partita firmato dal brasiliano in contropiede nel primo tempo. Al 90′ decisivo anche l’estremo difensore partenopeo Milinkovic-Savic con una paratona su Baldanzi. Il Napoli scavalca la Roma e vola in vetta alla classifica a quota 28 punti, a pari col Milan. Subito dietro a -1 ci sono i giallorossi con l’Inter

Neres gladiatorio all’Olimpico, azzurri che completano l’aggancio al Milan

Per anni Roma-Napoli non è stata una partita da scudetto. Oggi lo è di nuovo. Rigurgito anni ’80. Il confronto dell’Olimpico può incidere in modo determinante sul campionato: la Roma cerca di rafforzare il primato, mentre il Napoli punta a riprendersi la vetta dopo una settimana che ha trasformato tensioni e dubbi in energia positiva.


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A pochi giorni dalla sconfitta di Bologna, Antonio Conte aveva lasciato trapelare una certa inquietudine, quasi che il progetto azzurro stesse scricchiolando. Poi sono arrivati i successi con Atalanta e Qarabag, capaci di ribaltare l’umore e rilanciare il percorso. Sul fronte opposto, la Roma non ha mai perso fiducia, sostenuta dalla visione e dalla carica emotiva di Gian Piero Gasperini. “Lo scudetto? Perché non dovremmo sognare?”, aveva detto il tecnico giallorosso, consapevole del valore della sua squadra e del momento.

Nel palcoscenico di un match tornato ad altissima quota, i veri protagonisti sono proprio loro: Conte e Gasperini. Due figure che da anni influenzano la Serie A, con storie parallele e incroci inattesi. L’uno detentore del record di titoli vinti con club diversi, dalla Juve all’Inter fino al trionfo di Napoli. L’altro capace di portare l’Atalanta sul tetto d’Europa con un’Europa League che ha lasciato un segno indelebile.

Il destino avrebbe potuto ribaltare tutto: la Roma cercò Conte per avviare la ricostruzione, mentre De Laurentiis per anni ha valutato Gasperini come possibile guida tecnica del Napoli. E ancora: entrambi, in tempi e modi differenti, hanno declinato un ritorno in bianconero. “Ho dato la parola alla Roma”, fu la risposta netta di Gasp quando la Juve bussò alla sua porta. Conte, invece, venne convinto da De Laurentiis grazie a un progetto ambizioso e a una campagna acquisti di livello internazionale.

Ciò che realmente li accomuna è la capacità di incidere sulla psicologia del gruppo. Conte, appena arrivato a Napoli, si è trovato davanti un capitano, Giovanni Di Lorenzo, demotivato e praticamente con le valigie in mano. Oggi è di nuovo un leader centrale nel progetto, con uno scudo sul petto. Gasperini ha fatto lo stesso con Lorenzo Pellegrini, che sembrava destinato a lasciare la Roma. Con loro due tecnico e giocatore si sono “ritrovati”, costruendo un nuovo inizio.

Le squadre che vedremo in campo sono l’esatta rappresentazione di chi le allena:la  Roma è verticale, intensa, aggressiva, un concentrato dello stile di Gasperini. Il Napoli è solido, armonico, costante, la sintesi di ciò che Conte richiede ai suoi uomini.

Due filosofie, un modulo: lo specchio delle differenze

Entrambi si presentano con il 3-4-2-1 o 3-4-3 se preferite, ma l’interpretazione sarà completamente diversa. Perché, come ricorda questa sfida, il modulo è soltanto un punto di partenza. La vera differenza la fa lo spirito, la capacità di trasmettere un’identità che va oltre la tattica.

E qui emerge il valore delle loro carriere. Gasperini ha trasformato la difesa a tre da schema prudente a marchio di riconoscimento propositivo e aggressivo. Conte, già quattordici anni fa, prima di Juve-Napoli, iniziò un percorso che avrebbe reso quel sistema un’arma dominante, capace di esaltare ritmo, coperture, verticalità.

Una partita che pesa davvero

Roma-Napoli torna così a essere un crocevia della stagione. Un confronto che profuma di scudetto, nonostante il calendario dica che la strada è ancora lunga. Ma ci sono partite che non assegnano trofei, eppure cambiano il modo in cui un campionato viene raccontato. Questa è una di quelle. Un pezzo di storia passa dall’Olimpico. E, comunque vada, niente sarà più come prima.

Il momento che spacca Roma-Napoli arriva al 36’ del primo tempo ed è il manifesto della filosofia di Conte: lettura rapida, aggressività ordinata, verticalità immediata. L’azione nasce da un intervento deciso nella trequarti azzurra. Rrahmani anticipa Koné con un’entrata pulita e il pallone, rimasto vagante, diventa preda di David Neres.

Da qui prende forma un contropiede che sembra uscito da un laboratorio tattico. Neres accelera da metà area, guadagna campo in progressione e sceglie di dialogare con Hojlund in una combinazione geometrica, “un triangolo scaleno”, per dirla in termini matematici. Il danese alza la testa e vede il brasiliano tagliare alle sue spalle, restituendogli palla con il tempo perfetto.

Neres si ritrova davanti a Svilar, fino a quel momento impeccabile. Invece di optare per la soluzione più semplice, sceglie la giocata d’autore: un cucchiaio leggero, quasi una citazione tanto cara da queste parti, che supera il portiere giallorosso e si infila in rete. Un gesto tecnico che celebra il talento e il ritrovato cinismo dell’attaccante brasiliano, che non segnava in due gare consecutive dai tempi del Benfica nel febbraio 2024.

Nel secondo tempo Gasperini tenta la svolta: via Ferguson, dentro Baldanzi, e più tardi spazio anche per Dybala ed El Aynaoui. La Roma aumenta la pressione e alza il baricentro, ma trova di fronte un Napoli organizzato, compatto, capace di ridurre la pericolosità degli attacchi giallorossi con densità e concentrazione.

La miglior occasione della Roma nasce nel recupero, quando Baldanzi colpisce un pallone velenoso destinato all’angolino. Milinkovic-Savic, però, risponde con un riflesso da portiere di livello assoluto. Un intervento che chiude simbolicamente la serata e consegna tre punti pesantissimi alla squadra di Conte.

Il tabellino ROMA-NAPOLI 0-1

ROMA (3-4-2-1): Svilar 6.5; G. Mancini 5.5 (dal 62′ c), Ndicka 6, Mario Hermoso 6; Çelik 6, Cristante 5.5 (62′ El Aynaoui 6), Manu Koné 6, Wesley 6.5 (82′ El Shaarawy NG); Soulé 5.5 (62′ Dybala 5.5), Lorenzo Pellegrini 6 (80′ Bailey NG); Evan Ferguson 5 (45′ Baldanzi 6). Allenatore: Gritti 5.5 (Gasperini squalificato).

NAPOLI (3-4-3): V. Milinkovic-Savic 7; Beukema 6.5, Rrahmani 7, Buongiorno 7; Di Lorenzo 7, Lobotka 6.5, McTominay 6.5, Mathias Olivera 6.5; David Neres 7.5 (85′ Lucca NG), Hojlund 7 (80′ Elmas NG), Lang 6 (70′ Politano 6). Allenatore: Conte 7.

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