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·1 ottobre 2026

Nery Pumpido: «Stiamo perdendo i giocatori diversi copiando troppo»

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L’ex portiere campione del mondo con l’Argentina e attuale dirigente della Conmebol, Nery Pumpido, ha espresso una dura critica sui metodi attuali nei settori giovanili del calcio sudamericano durante la sua partecipazione all’Olé Summit 2026. L’ex estremo difensore ha avvertito di una crisi d’identità nella regione e ha dichiarato con preoccupazione: «Stiamo perdendo i giocatori diversi».


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Pumpido ha spiegato che l’attenzione della confederazione è rivolta a un anello chiave della catena: «Stiamo formando i formatori perché poi questo arrivi al giocatore», ha sottolineato, sostenendo che il problema principale sta nel tentare di replicare modelli stranieri. «Crediamo che ci sia un grandissimo errore nel copiare, stiamo copiando troppo», ha sentenziato.

L’errore di meccanizzare il talento sudamericano

Per l’ex calciatore, l’ossessione per il gioco strutturato va contro l’essenza che storicamente ha contraddistinto il giocatore di questa parte del continente. «L’Europa non si porta via i giocatori che giocano a due tocchi, altrimenti quest’anno ne avrebbe presi tantissimi; non ne ha preso nessuno, né dal Brasile né dall’Argentina. L’Europa si porta via il giocatore diverso», ha analizzato in modo netto.

In questo senso, Pumpido ha messo in discussione le richieste tattiche imposte ai calciatori nelle fasi più precoci del loro apprendimento. «Il fatto è che noi insegniamo ai ragazzi di 10, 11, 12 anni a giocare a due tocchi. Da molto tempo, da questa parte, stiamo sbagliando», ha riflettuto.

Infine, il dirigente ha sottolineato che invertire questa tendenza è una delle priorità istituzionali dell’organo madre del calcio sudamericano. «È proprio su questo che stiamo lavorando tantissimo in Conmebol, con la direzione di Gerardo Peluso a suo tempo e con tanti istruttori», ha concluso.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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