Calcio e Finanza
·20 aprile 2026
Niente Olimpico se ci sarà Como-Atalanta in finale di Coppa Italia? Cosa dicono le norme

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·20 aprile 2026

La Coppa Italia entra nella sua fase decisiva: tra domani e mercoledì si conosceranno le due squadre che si contenderanno il trofeo. Le semifinali mettono di fronte Inter-Como da una parte e Atalanta-Lazio dall’altra, con uno scenario che apre anche a una riflessione ulteriore rispetto al campo: la sede della finale.
Sul tavolo, infatti, non c’è soltanto l’aspetto sportivo, ma anche una questione organizzativa rilevante. In particolare, nel caso in cui la finale dovesse essere Como-Atalanta, emergerebbe un doppio tema. Da un lato quello legato all’ordine pubblico: le due tifoserie, storicamente rivali, si troverebbero a condividere inevitabilmente gli stessi percorsi logistici qualora la partita venisse disputata a Roma. Dall’altro lato c’è anche un tema di immagine e riempimento dello stadio, elemento sempre più centrale per la Lega Serie A.
Il regolamento della competizione lascia comunque margine di manovra. «La finale si svolge in gara unica, in linea di principio allo Stadio Olimpico di Roma, o in altra sede individuata, a suo insindacabile giudizio, dal Consiglio di Lega». Una formulazione che, di fatto, apre alla possibilità di spostare l’evento qualora emergano criticità organizzative o di sicurezza.
In questo contesto, sarà dunque il Consiglio di Lega a prendere un’eventuale decisione, una volta completato il quadro delle finaliste. La valutazione terrà conto sia degli aspetti di sicurezza (considerando che potrebbero anche esserci richieste da parte di questura e prefettura della Capitale per la questione delle tifoserie) sia di quelli logistici e commerciali.
Tra le ipotesi alternative, appare difficile quella di San Siro, soprattutto per ragioni legate alla gestione della capienza e alla complessità organizzativa. Più concreta, invece, la pista emiliana: Reggio Emilia e Parma rappresentano soluzioni credibili, anche perché consentirebbero una gestione più ordinata dei flussi di tifosi, con percorsi separati verso lo stadio e un contesto più controllabile sotto il profilo dell’ordine pubblico.









































