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·8 settembre 2026

Non è mai andato allo stadio

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Nel momento di fare un bilancio della sua fase da dirigente, il conduttore non ha evitato l’autocritica ma ha smentito con decisione il discorso ufficialista: "Mi sono impegnato con il club ma ho commesso parecchi errori. Parlare di un governo approvato quando c’è un presidente e un vice che se n’è andato sembra un po’ strano. Non è affatto approvato. Io ne ho fatto parte, grazie a Dio me ne sono andato. Dopo aver vinto le elezioni è iniziato qualcosa di totalmente diverso da quello che si pensava. Manca buonsenso nelle parole di Grindetti". Sulla stessa linea, ha distinto il ruolo dell’attuale presidente: "È salutare che Grindetti porti a termine il suo mandato, non credo che sia il principale responsabile di ciò che accade all’Independiente".

Il momento più acceso dell’intervista è arrivato quando ha indicato per nome e cognome i membri della cerchia ristretta e ha ricordato la figura di Fabián Doman: "Doman, prima di essere presidente, non è mai andato allo stadio e dopo esserlo diventato non ci è più tornato. Non gli è mai interessato. Io invece ci vado perché è il posto dove sono felice, dove ritrovo mio padre. Io non devo nascondere nulla, solo accettare che non mi è andata bene e che ho commesso errori. I Seoane, i Damiani, i Montaña è ora che se ne vadano, sono responsabili di quello che oggi succede nel club. Loro sono lì da mille anni, non gli interessa, è chiaro quello che stanno facendo al club".


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Infine, Marconi ha analizzato il disincanto generalizzato dei soci e la mancanza di peso che ha subito durante il suo mandato: "Ogni volta che sono andato a votare il risultato alla fine mi ha dato esito negativo, mi sono sbagliato così tante volte quando sono andato a votare. Il tifoso non vuole andare a votare perché, non essendone sicuro, non vuole più sbagliare. Non vedo un candidato favorito, oggi è molto presto per sapere chi saranno. Manca ancora molto. Non mi ero mai fermato a pensare che un vicepresidente non ha firma, e se non hai l’appoggio del presidente, del segretario generale o del tesoriere, ti buttano giù tutti i progetti. Ho voluto fare molte cose e non ci sono riuscito. Sono stato molto lucido nel vincere ma molto poco lucido nel vedere il giorno dopo, mi hanno mangiato vivo. Mi pento di essere entrato nel club con questa gente. Sono molto autocritico su quello che mi è successo".

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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