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·16 luglio 2026

«Non siamo insolventi»: i De Laurentiis pronti al ricorso contro le ipotesi di bancarotta del Bari

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Aurelio e Luigi De Laurentiis, dopo essere stati iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di falso in bilancio e bancarotta, hanno deciso di passare al contrattacco e presentare ricorso al Riesame contro i sequestri di documenti e materiale informatico disposti dalla Procura di Bari dopo le perquisizioni della scorsa settimana nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro, la società di famiglia.

Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, i De Laurentiis devono rispondere di un’ipotesi di false comunicazioni sociali e di tre ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria in relazione alla cessione dal Bari al Napoli del portiere Elia Caprile, che secondo chi indaga sarebbe avvenuta a un prezzo «non congruamente remunerativo rispetto al valore effettivo dell’asset», creando così un danno alle casse del Bari e un corrispondente vantaggio a quelle del Napoli.


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Nelle perquisizioni di martedì la Finanza ha acquisito documentazione contabile, a partire dalla perizia sul valore di Caprile firmata dall’ex amministratore del Bari dell’era Matarrese, Claudio Garzelli, oltre che i contenuti dei computer e dei cellulari dei due indagati. E qui si inserisce il ricorso che viene vista come una mossa strategica per provare a capire quali sono gli elementi in mano alla Procura.

Per l’udienza, invece, bisognerà molto probabilmente aspettare la fine della pausa estiva. Inoltre, per il 3 settembre è già prevista l’udienza per discutere dell’istanza di liquidazione giudiziale del Bari davanti al Tribunale civile. Le due iniziative giudiziarie sono da intendersi come un unico filone. Entrambe si basano sulla consulenza tecnica dei commercialisti Massimiliano Cassano e Antonio Danza che hanno analizzato gli ultimi cinque bilanci depositati dal Bari, evidenziando una situazione di grave squilibrio patrimoniale che sarebbe stata aggravata dolosamente dall’operazione su Caprile.

L’ipotesi di bancarotta fraudolenta ha come presupposto la dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale civile: per questo la Procura ha avanzato istanza di liquidazione giudiziale. Qui, invece, va ricordata la ricapitalizzazione entro il 30 luglio che si è resa necessaria per il Bari non potendo più sfruttare la deroga Covid di cui il club si è avvalso, insieme ad altri anche di Serie A, nel 2021.

Infine, la situazione contabile al 30 giugno 2026 del club pugliese non è ancora stata pubblicata. Il bilancio precedente, l’ultimo approvato, si era chiuso con 5,9 milioni di perdite e debiti per 21 milioni (di cui 9,6 verso la controllante Filmauro). Ripristinando il patrimonio, che al 30 giugno 2025 era in rosso di 6,4 milioni, il Bari potrà dimostrare al giudice fallimentare la mancanza dei presupposti per dichiarare la liquidazione giudiziale.

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