Calcio e Finanza
·30 settembre 2026
Non solo il tesseramento: la candidatura di Malagò alla FIGC mancava di tutti i requisiti

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·30 settembre 2026

Continua a tenere banco la vicenda sul mancato tesseramento del presidente della FIGC Giovanni Malagò. È emerso infatti un nuovo elemento dalla documentazione ufficiale, il quale mette in dubbio il rispetto delle norme federali e dei principi del CONI. Nella pratica depositata in Federazione, infatti, non risulta alcuna dichiarazione sul possesso dei requisiti richiesti. A riportarlo è Il Fatto Quotidiano.
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, il verbale di deposito è stato sottoscritto dal segretario generale della FIGC Marco Brunelli e indica che l’avvocato Luca Bergamini ha presentato la candidatura per conto di Malagò, munito di delega. Nella documentazione risultano inoltre l’accredito delle 18 società di Serie A e il documento programmatico. Non compare invece una dichiarazione relativa al possesso dei requisiti previsti per ricoprire la carica.
Il confronto con le altre candidature evidenzia la particolarità della procedura. Renato Miele, il candidato che aveva presentato il ricorso sulla posizione di Malagò, aveva allegato alla propria candidatura il documento relativo al tesseramento e una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000 per attestare il possesso degli altri requisiti.
Anche Giancarlo Abete, sfidante di Malagò alle elezioni, aveva presentato una dichiarazione con cui attestava sotto la propria responsabilità il possesso dei requisiti e l’assenza di divieti o incompatibilità. Nella documentazione relativa a Malagò, invece, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, non compare una dichiarazione simile.
La questione si aggiunge quindi al caso del tesseramento. La FIGC prevede infatti tra i requisiti per le candidature, il rispetto delle condizioni stabilite dalle norme federali e dai principi del CONI. Tra questi rientra anche la regolarità del tesseramento alla data di presentazione della candidatura. Secondo la documentazione, l’avvocato Bergamini si è presentato solo con una semplice delega sottoscritta da Malagò, l’accredito delle 18 società di Serie A favorevoli alla candidatura e il documento pragmatico. Tutto ciò dimostra non solo mancanza dei requisiti necessari, ma una disattenzione della FIGC che non si è accorta per tempo del mancato tesseramento e che probabilmente non ha verificato la presenza dei requisiti necessari.
Il mancato tesseramento di Malagò era già emerso nei mesi precedenti a seguito del ricorso presentato da Renato Miele. Sembra però essere sempre più vicina la decisione sul futuro della presidenza di Giovanni Malagò alla FIGC. Tra il 6 e il 10 ottobre è attesa una riunione degli organi del CONI chiamati a valutare, sulla base dei pareri legali richiesti dal presidente Luciano Buonfiglio, l’ipotesi di commissariamento della Federcalcio.
Nel frattempo, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha incaricato quattro giuristi di esprimersi sulla questione. A quel punto la Giunta avrà a disposizione tutti i documenti necessari per chiarire il quadro giuridico.







































