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·15 maggio 2026

“Non vi vergognate?”: duro attacco dall’ex Samp

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Parole pesanti dell’ex blucerchiato Ivano Bonetti dopo la decisione di non confermare Attilio Lombardo in panchina

La decisione di non confermare Attilio Lombardo continua a lasciare strascichi pesanti dentro il mondo Sampdoria. Non soltanto tra i tifosi, ma anche tra quegli ex giocatori che quella maglia l’hanno vissuta davvero, nei suoi anni più alti e nei momenti più difficili.


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Stavolta a esporsi in maniera durissima è stato Ivano Bonetti. L’ex centrocampista blucerchiato, uno dei protagonisti dello scudetto del 1991, ha pubblicato sui social una lunga lettera aperta contro la dirigenza della Sampdoria.

Toni molto forti, quasi amari. Ma soprattutto parole che raccontano una frattura ormai evidente tra una parte della storia blucerchiata e l’attuale gestione societaria. “Ma sapete chi siamo? Non vi vergognate neanche un po’?”, scrive Bonetti all’inizio del suo sfogo. Ed è da lì che parte tutto.

Lo sfogo di Bonetti contro la dirigenza Samp

Nel suo lungo messaggio Bonetti entra all’interno del processo decisionale della Samp: un processo contraddittorio perché si affida ai grandi ex nei momenti di emergenza, ma poi – nonostante i risultati raggiunti – non li conferma quando si tratta di costruire tutto da zero.

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L’attacco di Bonetti (Facebook Ivano Bonetti) – Sampnews24.com

Secondo l’ex blucerchiato, infatti, la Samp continua a richiamare uomini della propria storia soltanto nei momenti di emergenza, salvo poi metterli da parte quando arriva il momento di programmare davvero il futuro. Ed è questo il punto centrale del suo sfogo.

“Se una figura viene ritenuta adeguata per salvare la Sampdoria nel momento più delicato della sua storia recente – scrive Bonetti -, risulta difficile comprendere per quale ragione quella stessa figura non venga considerata adeguata per partecipare alla ricostruzione tecnica e progettuale del club”.

Parole che dentro il mondo Samp stanno facendo parecchio rumore. Perché il tema non riguarda più soltanto Lombardo. Riguarda qualcosa di più profondo: l’identità stessa della società.

Bonetti nel suo intervento insiste molto sul concetto di credibilità. Parla apertamente di una dirigenza che, agli occhi di una parte della tifoseria, avrebbe perso continuità, identità e una linea tecnica chiara. Ed è qui che il discorso diventa più pesante.

Perché il tifoso può accettare anche stagioni brutte. Può sopportare errori, sconfitte, persino anni difficili. Quello che diventa più complicato da accettare è la sensazione di vedere una società che cambia continuamente direzione senza mai costruire davvero qualcosa di stabile.

Il caso Lombardo, in questo senso, sembra essere diventato il simbolo perfetto di questo momento storico della Sampdoria. Una squadra che continua ad aggrapparsi agli uomini della propria storia nei momenti più delicati, senza però riuscire mai davvero a trasformare quel legame in un progetto duraturo.

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