Lazionews24
·31 maggio 2026
Noslin vuole convincere Gattuso! L’analisi del suo percorso in biancoceleste

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Il calciomercato della Lazio ruota attorno a uno dei quesiti più dibattuti a Formello: quale sarà il futuro di Tijjani Noslin? Acquistato nell’estate 2024 dal Verona per 15 milioni di euro, l’attaccante olandese ha vissuto un biennio a due facce nella Capitale. Se la sua prima stagione si era chiusa con sprazzi di puro talento, l’annata 2025/2026 appena conclusa ha evidenziato diverse difficoltà, chiudendosi con 29 presenze totali in Serie A arricchite da appena 4 gol e 2 assist.
I dati evidenziano una netta discrepanza di rendimento legata alla guida tecnica. Sotto la gestione di Marco Baroni, l’olandese era apparso un calciatore straripante, letale negli spazi e valorizzato al massimo grazie a un sistema di gioco verticale e immediato. Con l’avvento di Maurizio Sarri, lo spartito è cambiato radicalmente: la rigidità tattica del tecnico toscano e i suoi complessi meccanismi di palleggio hanno finito per ingabbiare l’anarchia tecnica del classe 1999, che ha perso il posto da titolare fisso (solo 9 volte nell’undici iniziale in campionato) trasformandosi in un’arma prevalentemente a gara in corso.
Dal punto di vista della scheda tecnica, l’ex Verona resta un attaccante moderno ed estremamente duttile. Destro naturale, alto 178 centimetri, Noslin fa del dribbling fulmineo, dell’uno contro uno e della velocità i suoi principali punti di forza. È un’ala offensiva pura che ama convergere per liberare il tiro, ma sa agire anche da seconda punta. Nel collaudato 4-3-3 di Rino Gattuso, queste caratteristiche potrebbero rivelarsi ideali. Il tecnico calabrese esalta gli esterni d’attacco dinamici, chiedendo loro non solo incisività negli ultimi venti metri, ma anche una fortissima pressione offensiva sulla prima costruzione dei difensori avversari, dote che l’olandese possiede per natura fisica.
Cederlo adesso significherebbe realizzare una minusvalenza e svalutare un patrimonio societario importante. Il club biancoceleste deve assolutamente confermare il ragazzo: l’arrivo di Ringhio in panchina rappresenta la grande opportunità per rigenerarlo a livello psicologico e tattico. Gattuso può dargli la cattiveria sotto porta e la disciplina difensiva nei raddoppi di copertura che gli sono mancate nell’ultimo campionato. Se inserito in un contesto che valorizzi la verticalità, l’olandese ha tutto per tornare a essere un fattore devastante e un pilastro della rinascita biancoceleste per la stagione 2026/2027.
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