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·17 settembre 2026

Nuova battaglia legale Samp-Ferrero: il club chiede la restituzione di 7,5 milioni

Immagine dell'articolo:Nuova battaglia legale Samp-Ferrero: il club chiede la restituzione di 7,5 milioni

Si apre un nuovo fronte economico e potenzialmente legale per la Sampdoria. Il club blucerchiato avrebbe infatti chiesto formalmente alla Sport Spettacolo Holding srl (SSH), la vecchia controllante della società riconducibile all’allora patron Massimo Ferrero, la restituzione in tempi brevi di circa 7,5 milioni di euro.

Lo riporta Il Secolo XIX, spiegando che si tratta di una somma che, allo stato attuale, non risulterebbe essere stata restituita e sulla quale potrebbe quindi aprirsi una nuova battaglia giudiziaria. Alla base della contesa c’è l’interpretazione degli accordi relativi ai cosiddetti “diritti litigiosi”, ceduti dalla Sampdoria a SSH nell’ambito della complessa operazione che accompagnò il cambio di proprietà del club nel 2023.


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I diritti in questione riguardavano la causa promossa dalla Lega Serie A nei confronti di alcuni broadcaster per il presunto cartello anticoncorrenziale che, tra il 2008 e il 2018, avrebbe inciso negativamente sui ricavi generati dalla vendita dei diritti televisivi internazionali. La controversia si è successivamente chiusa con un accordo con IMG da circa 300 milioni di euro, distribuiti dalla Lega fra una trentina di società che avevano disputato la Serie A nel periodo interessato. Alla Sampdoria sono spettati complessivamente 11,2 milioni di euro, versati però direttamente a SSH in due tranche: 7,5 milioni a fine maggio e altri 3,7 milioni a fine giugno. Ed è proprio qui che nasce la nuova contesa.

Gli accordi del 2023 tra SSH e la Sampdoria

Al momento del passaggio di proprietà che permise alla Sampdoria di evitare il fallimento, nel giugno 2023, SSH vantava infatti una serie di crediti nei confronti del club blucerchiato. Per regolare quelle pendenze, Matteo Manfredi aveva scelto di trasferire alla vecchia controllante – allora inserita nel trust guidato da Gianluca Vidal – diversi asset e diritti economici.

Tra questi figuravano proprio i “diritti litigiosi” legati alla causa sui diritti televisivi, oltre ad esempio a una percentuale dei proventi netti derivanti dal calciomercato. All’epoca, tuttavia, l’esito del contenzioso era tutt’altro che certo. Non era possibile sapere se e quando la Lega Serie A avrebbe incassato eventuali risarcimenti, né quale sarebbe stato l’importo spettante alla Sampdoria.

L’impianto dell’accordo venne poi confermato, pur con alcune modifiche, attraverso l’accordo transattivo del maggio 2024 e successivamente nel cosiddetto closing memorandum del settembre 2024. Nel frattempo, la Sampdoria avrebbe versato complessivamente a SSH circa 3,5 milioni di euro, cifra che comprende anche 104mila euro relativi a pendenze condominiali della precedente sede del club a Corte Lambruschini.

Secondo la ricostruzione della società blucerchiata, sarebbe proprio questa somma a rappresentare il valore necessario per estinguere le pendenze residue nei confronti della precedente controllante. Da qui la richiesta di restituzione di circa 7,5 milioni, considerati dalla Sampdoria un’eccedenza rispetto a quanto effettivamente dovuto.

Il nodo degli accordi tra le parti

Il punto decisivo sarà quindi capire cosa prevedessero esattamente le scritture private e gli accordi sottoscritti tra le parti. In particolare, sarà necessario stabilire se fosse stato previsto che SSH potesse incassare soltanto la quota dei “diritti litigiosi” necessaria a soddisfare i crediti vantati nei confronti della Sampdoria oppure se, al contrario, alla vecchia controllante spettassero integralmente i proventi derivanti da quei diritti.

Una distinzione decisiva, perché proprio dall’interpretazione delle clausole contrattuali dipenderà l’esito della richiesta avanzata dalla società blucerchiata. Le somme eventualmente recuperate non avrebbero comunque come controparte diretta Massimo Ferrero. Le risorse presenti in SSH sarebbero infatti destinate al pagamento dei creditori della stessa holding.

Per la Sampdoria, tuttavia, la posta in gioco resta particolarmente significativa. Questo perché 7,5 milioni di euro rappresentano circa un terzo del monte ingaggi della prima squadra per la stagione in corso, una cifra rilevante anche nell’ottica degli impegni finanziari sostenuti dal nuovo investitore Joseph Tey. La vicenda sarebbe stata affrontata anche nei cosiddetti “comité” settimanali organizzati dal CEO corporate Claudio Morelli nella sede di Bogliasco, incontri riservati ai responsabili delle diverse aree del club durante i quali vengono analizzati i principali dossier economici, organizzativi e strategici della Sampdoria.

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