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Calcionews24

·3 aprile 2026

Nuovo ct Italia, Mancini e Conte in pole per il post Gattuso? Ecco come farebbero giocare la Nazionale

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Nuovo ct Italia, Mancini e Conte in pole per il post Gattuso? Ecco come farebbero giocare la Nazionale: nomi e moduli per i rispettivi ritorni

Il dopo Gattuso è già cominciato e, al netto dei tempi politici legati alle elezioni federali del 22 giugno, la corsa alla panchina dell’Italia sembra ruotare soprattutto attorno a due nomi: Roberto Mancini e Antonio Conte. Sono loro, oggi, i profili che raccolgono più consensi nelle ricostruzioni dei principali quotidiani sportivi, mentre le piste che portano a Massimiliano Allegri o a un grande nome straniero appaiono più complicate o, almeno per ora, più suggestive che concrete. Sky Sport continua a inserire Conte e Allegri tra i nomi forti, ma il tecnico del Milan viene descritto come meno raggiungibile; La Gazzetta dello Sport, invece, indica soprattutto Mancini e Conte come i due veri favoriti per la successione.

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Italia, il nodo dei tempi può pesare sulla scelta del nuovo ct

Il tema centrale, però, non riguarda soltanto il nome del prossimo commissario tecnico. Conta anche il momento della scelta. Aspettare fine giugno significherebbe consegnare al nuovo ct una finestra molto stretta per lavorare, in un’estate che comprende comunque amichevoli e prime decisioni strategiche prima della nuova stagione delle nazionali. Per questo, nel dibattito di queste ore, pesa anche la questione dei tempi: scegliere tardi rischierebbe di rallentare la ricostruzione proprio nel momento in cui l’Italia avrebbe bisogno di idee immediate, gerarchie chiare e una nuova identità tecnica.

Mancini e Conte, due modelli tattici diversi per rilanciare l’Italia

Sul piano tattico, Mancini e Conte porterebbero due visioni diverse. Roberto Mancini potrebbe ripartire da una difesa a 4 o comunque da un sistema più flessibile, con interpreti come Palestra, Scalvini, Buongiorno e Calafiori per costruire da dietro, Locatelli in mezzo al campo, un regista come Fagioli o Ricci, e un centrocampo completato da Tonali. Davanti, il nome centrale sarebbe quello di Pio Esposito, con Kean largo e la ricerca di un altro esterno offensivo capace di strappo e imprevedibilità.

Con Conte, invece, la continuità porterebbe più facilmente verso il 3-5-2 o il 3-4-2-1, sistemi nei quali valorizzare una struttura più fisica e verticale. In questa ipotesi, dietro potrebbero trovare spazio Gatti o Coppola insieme a Scalvini e Calafiori o Bastoni, con Palestra e Dimarco sugli esterni. In mezzo, Tonali sarebbe una certezza, affiancato da Barella, Locatelli, Fagioli o Ricci, mentre sulla trequarti o vicino alla punta potrebbero crescere le quotazioni di Pisilli e Kean, a supporto ancora di Pio Esposito. È un’idea di Italia più aggressiva, più diretta e probabilmente più adatta a una ricostruzione immediata.

Da Allegri a Guardiola, le alternative restano sullo sfondo

Dietro di loro restano Allegri, frenato dal legame con il Milan, e la suggestione internazionale di Guardiola, rilanciata dalla rosea ma senza elementi concreti che la rendano oggi davvero vicina. In questo momento, la griglia di partenza sembra chiara: Mancini e Conte davanti a tutti, con due modelli diversi di Italia pronti, eventualmente, a contendersi il nuovo ciclo azzurro.

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