Calcio e Finanza
·28 luglio 2026
Nuovo San Siro, fra i nodi della Valutazione ambientale spunta anche il capolinea del tram

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·28 luglio 2026

Il futuro del nuovo stadio di San Siro passa anche da un piazzale di pochi metri quadrati. Come riporta Il Corriere della Sera-Milano, Atm ha espresso parere negativo sull’ipotesi di trasferire il capolinea della linea 16 da piazza Axum a piazzale Segesta, uno snodo che dalla sera del 6 febbraio 2026 è diventato noto in tutta Italia con il nome di «capolinea Mattarella», dopo essere stato protagonista del video proiettato durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Milano Cortina, con il presidente della Repubblica a bordo del tram storico guidato da Valentino Rossi.
Secondo l’azienda di trasporti milanese, piazzale Segesta «non presenta le caratteristiche idonee, soprattutto in caso di potenziamento del servizio. Il piazzale, infatti, può accogliere una sola vettura, limitando notevolmente la capacità operativa e l’efficacia del servizio».
Il parere di Atm è solo uno dei tanti documenti raccolti nell’ambito della Valutazione ambientale strategica, il passaggio obbligato prima dell’approvazione del progetto definitivo del nuovo impianto. Anche Arpa, Ats e Regione Lombardia hanno inviato al Comune le proprie osservazioni, componendo un quadro di criticità che dovrà essere risolto prima dell’apertura dei cantieri.
Il nodo principale riguarda i volumi di traffico attesi. Al momento, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, non esiste ancora una valutazione strutturata della capacità del sistema di trasporto pubblico esistente né delle eventuali necessità di potenziamento infrastrutturale legate ai nuovi flussi. Il timore è che «la grande funzione urbana» rappresentata dal nuovo San Siro, unita al più ampio intervento immobiliare che prevede uffici e residenze, possa congestionare il quadrante nordovest della città anziché migliorarne la mobilità, come promesso dai progettisti.
Arpa ha posto l’accento sugli aspetti sanitari, chiedendo «particolare attenzione alla produzione di polveri fini connesse al traffico e alle emissioni potenzialmente prodotte dagli impianti tecnologici del nuovo distretto». Ats ha invece richiesto alle società di «fornire una stima quantitativa del totale dei gas a effetto serra emessi nel distretto in fase di cantiere ed in fase di esercizio», così da capire quali saranno le condizioni ambientali dell’area una volta sommati gli effetti del nuovo stadio alla situazione già esistente.
A commentare i documenti è il consigliere comunale Enrico Fedrighini, che parla apertamente di una messa in discussione del progetto.
«Gli enti mettono in radicale discussione il progetto Meazza, indicando lacune di grande rilevanza pubblica: l’assenza di previsione del potenziamento del trasporto pubblico; il congestionamento urbano aumentato dalle nuove funzioni e dalla trasformazione del tunnel Patroclo; la mancata quantificazione del consumo di suolo generato dall’intero progetto; la mancata valutazione dell’impatto sanitario e ambientale. In sostanza: ad oggi mancano le garanzie di compatibilità ambientale».
Per Fedrighini, in sintesi, mancano ancora le garanzie di compatibilità ambientale dell’operazione.
Nonostante le criticità sollevate dagli enti, l’amministrazione comunale ha approvato ieri lo schema di collaborazione con la Regione Lombardia pensato per accelerare e semplificare le procedure, compresa quella relativa alla valutazione ambientale. L’obiettivo dichiarato resta quello di far partire i cantieri del nuovo stadio nella seconda metà del 2027, un traguardo che ora dovrà fare i conti con i nodi tecnici emersi nelle osservazioni istituzionali.







































