Calcio e Finanza
·19 agosto 2026
Nuovo stadio della Roma a Pietralata: al via l'iter per realizzare il parco

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·19 agosto 2026

Il progetto per il nuovo stadio della Roma a Pietralata compie un ulteriore passo in avanti, questa volta sul fronte delle aree verdi che accompagneranno la realizzazione dell’impianto. Nei documenti depositati in Campidoglio, il club giallorosso ha ribattezzato il futuro sistema di parchi “Arcipelago Verde”, un’area complessivamente più estesa di Villa Celimontana.
Come riportato da Il Messaggero, dopo l’apertura della Conferenza dei servizi a fine luglio, la procedura entra ora in una nuova fase con la richiesta del nullaosta idrogeologico e dell’autorizzazione allo sradicamento di piante e ceppaie. Si tratta di interventi necessari per consentire le attività preliminari alla costruzione dello stadio, a partire dalle indagini sul terreno e dagli accertamenti archeologici.
L’istanza, che coinvolgerà anche la Regione Lazio, riguarda in particolare la trasformazione temporanea di circa 5.000 metri quadrati di superficie boscata. La Roma ha previsto contestualmente interventi compensativi su un’area almeno equivalente a quella interessata dalle operazioni, secondo quanto previsto dalla normativa forestale.
Il principio alla base dell’intervento è quindi quello della compensazione ambientale. La superficie oggi occupata dalla vegetazione e destinata alle attività propedeutiche sarà ricostituita attraverso nuovi impianti boschivi, nell’ambito di un piano più ampio volto a recuperare le funzioni ecologiche, ambientali e paesaggistiche dell’area di Pietralata.
Il quadrante interessato si trova nel Municipio IV, in prossimità della stazione Tiburtina, ed è compreso tra via Monti Tiburtini, via Tiburtina, via dei Monti di Pietralata e via dei Durantini. La relazione geologica allegata alla richiesta di autorizzazione evidenzia l’assenza di particolari criticità sotto il profilo idrogeologico, geomorfologico e della stabilità dei terreni.
Un ulteriore dossier, dedicato all’“Approccio metodologico alla compensazione arborea”, individua invece gli interventi destinati a riqualificare un’area oggi fortemente antropizzata e caratterizzata dalla presenza di vegetazione degradata, con una significativa diffusione di specie infestanti e non autoctone. Il progetto prevede in particolare interventi di rimboschimento attraverso specie autoctone, possibilmente all’interno dello stesso bacino idrografico. Per compensare i circa 5.000 metri quadrati interessati dalle prime operazioni sono ipotizzati boschi misti composti, tra le altre specie, da querce, olmi e bagolari, accompagnati da cespuglieti di latifoglie.
La scelta punta a ricreare una struttura vegetazionale compatibile con le caratteristiche delle fasce collinari e submediterranee del Lazio e, allo stesso tempo, sufficientemente resistente per adattarsi anche a terreni aridi o discontinui. Le operazioni di rimozione della vegetazione rappresentano infatti soltanto una fase preparatoria rispetto agli scavi archeologici e alle successive verifiche geotecniche.
L’iter amministrativo procede parallelamente agli altri passaggi già completati negli ultimi mesi. A marzo l’Assemblea Capitolina ha confermato il pubblico interesse dell’opera dopo il recepimento delle prescrizioni al progetto di fattibilità, mentre a maggio è stata sottoscritta la convenzione tra gli enti coinvolti, valida fino al 31 dicembre 2032. Il progetto complessivo prevede un investimento superiore a 1,3 miliardi di euro, con un indotto stimato in oltre 3 miliardi. Il futuro impianto dovrebbe avere una capienza superiore ai 60mila posti e inserirsi all’interno di un’area di circa 27 ettari, dei quali oltre 11 saranno destinati a verde e forestazione.
Accanto agli interventi compensativi sono infatti previsti due grandi parchi pubblici, elementi centrali della riqualificazione urbana immaginata intorno allo stadio. Nel frattempo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sono stati nominati subcommissari del commissario straordinario Massimo Sessa per la realizzazione dell’opera.
Sul fronte delle tempistiche, l’obiettivo resta quello di chiudere la Conferenza dei servizi entro settembre. A quel punto la Roma potrà procedere con il progetto esecutivo e con le successive gare: rispettando il cronoprogramma attuale, l’avvio dei lavori è previsto per la primavera del 2027.







































