Lazionews24
·15 febbraio 2026
Nuovo stadio Flaminio, il Campidoglio chiede un cambio di strategia alla Lazio: il motivo

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·15 febbraio 2026

Il sogno di Claudio Lotito di restituire lo Stadio Flaminio alla Lazio deve fare i conti con la storia millenaria di Roma. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Campidoglio ha chiesto e ottenuto dalla società biancoceleste un cambio di strategia normativa: addio al codice dei contratti pubblici per tornare alla più tradizionale “Legge Stadi”. Una mossa necessaria per sbloccare l’impasse con la Soprintendenza.
Il passaggio al partenariato pubblico-privato è stato accantonato perché il progetto tocca un bene vincolato dalle Belle Arti. Per il Palazzo Senatorio è vitale che lo Stato si pronunci subito. Come emerge dalla Relazione tecnica depositata il 9 febbraio, l’area dello Stadio Flaminio è protetta da tre vincoli pesantissimi: quello paesaggistico, quello fluviale (per la vicinanza al Tevere) e quello architettonico, essendo l’opera un capolavoro di Pier Luigi Nervi tutelato dal 2000.
Oltre al cemento di Nervi, il vero nodo è nel sottosuolo. La relazione descrive un contesto urbano unico: sotto l’attuale Tribuna Ovest dello Stadio Flaminio riposa un’antica necropoli romana e una villa di 2.500 metri quadri risalente a un arco temporale che va dal VI secolo a.C. al III d.C. Un patrimonio inestimabile che impone cautele estreme per ogni scavo.
C’è poi un dettaglio suggestivo che lega la fede calcistica a quella religiosa: nell’area dello Stadio Flaminio ricade il complesso di San Valentino, dove sarebbero sepolte le spoglie del santo patrono degli innamorati. Tra resti di età repubblicana e memorie paleocristiane, la Lazio dovrà dimostrare che il nuovo stadio può convivere con l’eternità di Roma prima di ottenere il pubblico interesse.


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