Calcionews24
·25 febbraio 2026
Nuovo Stadio Flaminio, l’architetto Casamonti svela: «Senza interventi il rischio è che faccia la fine del Ponte Morandi»

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Il futuro dello stadio Flaminio, individuato come la possibile nuova casa della Lazio, è appeso a un filo. L’architetto Marco Casamonti ha lanciato un monito pesantissimo, definendo lo stato della struttura “una vera e propria emergenza”. Secondo l’esperto, l’impianto romano si trova in una condizione di estrema vulnerabilità che mette a rischio la sua stessa tenuta.
Il paragone utilizzato da Casamonti è drammatico: la situazione del Flaminio è stata accostata a quella del Ponte Morandi di Genova. Il problema risiede nel cemento armato, materiale che compone l’opera e che, a causa del tempo e della mancata manutenzione, starebbe subendo un processo di degrado irreversibile. Il materiale si sta letteralmente sgretolando, rendendo il recupero dello stadio non solo una sfida architettonica, ma una corsa contro il tempo per la sicurezza pubblica
PAROLE – «Senza interventi il rischio è che lo stadio faccia la fine del Ponte Morandi. I lastroni di cemento del Flaminio sono vuoti dentro e negli anni l’acqua è entrata nelle giunture, andando a corrodere l’acciaio. Se non ci sarà un intervento crollerà».
Nonostante il pesante allarme sulla tenuta della struttura, la Lazio non arretra. Il presidente Claudio Lotito conferma la volontà di trasformare il Flaminio nella nuova “casa” biancoceleste, perseguendo l’obiettivo di restituire alla squadra un impianto storico nel cuore della Capitale. Il progetto rimane una priorità strategica, ma la criticità dei materiali emersa nelle ultime ore trasforma l’ambizione del club in una complessa operazione di ingegneria estrema.
Il percorso verso il nuovo stadio si preannuncia tuttavia in salita. Il piano di recupero, che include l’ambizioso ampliamento della capienza, dovrà essere necessariamente rivisto per integrare interventi di consolidamento strutturale d’urgenza. Senza un massiccio piano di investimenti e un cronoprogramma tempestivo per contrastare il degrado del cemento, il sogno di Lotito rischia di scontrarsi con pesanti ritardi burocratici e costi di messa in sicurezza che potrebbero far lievitare sensibilmente il budget iniziale del progetto.









































