Lega B
·26 gennaio 2026
Ok al budget FIGC. Gravina: Molto dipende dal Mondiale

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·26 gennaio 2026

Prima riunione del 2026 a via Allegri del Consiglio Federale, che questa mattina ha approvato all’unanimità il Budget 2026 della FIGC. Presenti anche i due rappresentanti della Lega B in Consiglio federale, il Presidente della LNPB Paolo Bedin e della Virtus Entella Antonio Gozzi. Allo stato attuale il bilancio di previsione per il 2026 presenta un risultato atteso negativo per 6,6 milioni di euro. Tale evidenza riflette, tuttavia, una serie di assunzioni estremamente prudenziali, prima fra tutte l’impossibilità di considerare gli ingenti introiti che sarebbero garantiti dalla partecipazione della Nazionale al Mondiale FIFA, che si confida di poter rettificare in senso migliorativo nel corso dell’esercizio. Complessivamente, il risultato risulta determinato da una stima del valore della produzione di 191,9 mln €, a fronte di un totale di costi della produzione di 189,1 mln €. Il margine operativo lordo risulta di 9 mln €, il margine operativo netto di 2,76 mln €, il risultato ante imposte di 5,7 mln € e l’imposizione fiscale di 12,4 mln €. “Molto dipenderà dalla nostra qualificazione al Campionato del Mondo – ha sottolineato il numero uno della FIGC Gabriele Gravina incontrando i giornalisti - che come potete ben immaginare avrebbe un impatto molto positivo sul budget”.
Nella sua relazione iniziale, il presidente federale ha relazionato il Consiglio circa l’esito della prima riunione del tavolo delle riforme con i rappresentanti delle componenti federali (il prossimo incontro è fissato per il 4 febbraio). Gli obiettivi principali, strettamente legati alla volontà di garantire un futuro stabile e florido al calcio italiano, sono stati la sostenibilità e la generale tenuta economico finanziaria del sistema, con il suo conseguente sviluppo complessivo.
MODIFICHE REGOLAMENTARI. Su richiesta della Lega Pro, il Consiglio ha votato la modifica ai Criteri Infrastrutturali del Manuale delle Licenze Nazionali 2026/2027 secondo la quale, per le società di Serie C che non abbiano la momentanea disponibilità del proprio stadio abituale (anche per favorire la costruzione di impianti o l’ammodernamento di quelli già esistenti), si potrà indicare uno stadio alternativo ubicato nella Provincia in cui ha sede la società (e non solo nel Comune).









































