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·16 settembre 2026
OM/PSG – Dopo 11 anni di divieti, il CUP va al Consiglio di Stato

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·16 settembre 2026

Il Collectif Ultras Paris ha deciso di passare all’attacco davanti alla giustizia. In un comunicato pubblicato su X, il principale gruppo di tifosi del Paris Saint-Germain annuncia di voler adire il Consiglio di Stato dopo undici anni di ripetuti divieti di trasferta al Vélodrome.
«Come ogni anno, ci viene vietata la trasferta al Vélodrome. Ma questa volta abbiamo deciso di contestare questa situazione per vie legali. Abbiamo chiesto al nostro avvocato di adire d’urgenza il Consiglio di Stato, per contestare il futuro divieto ministeriale e chiedere l’annullamento dell’ordinanza prefettizia del 28 agosto 2026. Dal 2015 si sono succeduti sei prefetti, senza che sia mai stato avviato con noi un vero dialogo. Undici anni di divieti ripetuti non possono sostituire il dialogo. Questa volta abbiamo deciso di usare tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione per difendere la nostra libertà di movimento e il nostro diritto a sostenere il nostro club. Non chiediamo alcun privilegio. Chiediamo semplicemente che il diritto venga rispettato. Andremo al Consiglio di Stato.»
L’esasperazione espressa dal CUP va ben oltre l’ennesima assenza nel settore ospiti del Vélodrome. Il gruppo contesta soprattutto un meccanismo diventato quasi automatico: anno dopo anno, il divieto si ripresenta, senza che sembri essere stata cercata una soluzione duratura né un vero dialogo. Eppure una misura eccezionale non può diventare, per semplice ripetizione, una politica permanente di gestione dei tifosi.
L’iniziativa legale obbliga ora le autorità a difendere con precisione la necessità e la proporzionalità delle loro decisioni. I rischi che circondano OM/PSG ovviamente non possono essere ignorati, ma richiamare all’infinito il contesto delicato del Classique non basta a rispondere alla domanda centrale: perché nessun dispositivo regolamentato ha permesso il ritorno dei tifosi parigini dal 2015? Undici anni dopo, l’argomento della sicurezza assomiglia sempre di più a una soluzione di comodo.
Il ricorso al Consiglio di Stato non garantisce al CUP di ottenere ragione, soprattutto considerando i tempi molto stretti prima della partita. Segna però una svolta importante: i divieti non saranno più soltanto subiti e denunciati, ma contestati direttamente sul piano del diritto. A forza di sostituire il dialogo con ordinanze e divieti, i poteri pubblici hanno finito per spingere i tifosi parigini davanti al giudice. Difficile, questa volta, rimproverare loro di voler finalmente uscire da questo vicolo cieco.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































