Pagine Romaniste
·17 marzo 2026
Ora l’Europa League non è più il piano B: giovedì è già una finale

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·17 marzo 2026

IL MESSAGGERO (Alessandro Angeloni) – Quella coppa che Gian Piero Gasperini ha già vinto, può diventare lo scoglio a cui i suoi possono aggrapparsi per salvare la stagione. Ci sono ancora nove partite da giocare in Serie A, ma le controindicazioni sono maggiori degli elementi a favore: la Roma, dopo il pari con la Juve e le sconfitte con Genoa e Como, deve rincorrere, e le avversarie, in questo momento hanno qualcosa in più: freschezza, un calendario migliore, rose più ampie, seppur con qualche difetto.
Ben diversa è la strada Champions che passa dall’Europa League. Non che i giallorossi abbiano già in tasca la finale di Istanbul, considerato che si trovano nella parte più complicata del tabellone. Superato il Bologna, e non è per niente scontato, la squadra di Gasperini troverebbe l’Aston Villa di Emry – o il Lille, sconfitto in Francia per 1-0 – e poi eventualmente il Porto, che al momento è in vantaggio sullo Stoccarda, sconfitto in casa nell’andata degli ottavi per 2-1, e che nei quarti si troverebbe davanti uno tra Midtjylland e Nottingham Forest.
Dall’altra parte del tabellone la candidata per arrivare in fondo è il Lione di Fonseca che, sulla carta, è più forte dei vari, in ordine sparso, Ferencvaros, Panathinaikos, Genk, Friburgo, Betis e Braga. La Roma è quindi destinata a giocare delle finali anticipate, la prima è proprio nel derby contro il Bologna. Dalla sua, i capitolini hanno un Gasperini che questo trofeo lo ha vinto appena due anni fa con l’Atalanta, demolendo in finale l’invincibile Leverkusen di Xabi Alonso.
Scegliere non si può, la Roma ha ancora l’obbligo di portare avanti le due competizioni con lo stesso impegno. Una scelta che fece Mourinho e la sua Roma arrivò a giocarsi la finale, fino a un passo dal vincerla. Gasp come Mou? Forse sì, ma prima c’è il Bologna. Ma sono troppi gli assenti: Soulé non è ancora arruolabile, Zaragoza non ha ancora mostrato il suo lato migliore, El Shaarawy ha appena recuperato e Malen si ritrova improvvisamente da solo.
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