Juventusnews24
·28 aprile 2026
Padovan: «Tutto nasce da arbitri dismessi che si vendicano. Vedo un accanimento particolare»

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, l’opinionista Giancarlo Padovan ha espresso forti perplessità sulla consistenza dell’inchiesta milanese che sta scuotendo l’AIA. Secondo il giornalista, l’attuale impianto accusatorio presenterebbe diverse zone d’ombra, a partire dall’origine stessa dell’indagine e dall’identità dei soggetti coinvolti.
Padovan ha analizzato criticamente la gestione mediatica e giudiziaria della vicenda attraverso queste parole:
«Il pm deve spiegarci sia la partenza dell’inchiesta per un esposto che fa un tifoso arrabbiato, sia nell’enunciazione del presunto reato, frode sportiva in concorso con altri, ci deve spiegare chi sono gli ‘altri’. Questo patto che Rocchi stipula a San Siro durante un derby con chi lo fa? Con se stesso? A me pare che allo stato attuale manchi un pezzo di storia. Chi sono gli altri? Perché si è data così tanta pubblicità a un invito a comparire? E’ già diventato un indagato. Magari l’inchiesta può anche non andare avanti. Dov’è la frode comunque? Per molto meno è nata Calciopoli. Vedo un accanimento particolare su questa vicenda. Da cosa nasce? Tutto nasce da arbitri dismessi che si vendicano»
L’opinionista suggerisce dunque che dietro il terremoto giudiziario possa celarsi una sorta di ritorsione interna da parte di ex direttori di gara, mettendo in guardia sulla solidità delle accuse di frode sportiva mosse contro i vertici arbitrali.









































