Juventusnews24
·5 gennaio 2026
Padovano consiglia la Juve: «Attacco? David è bravo ma ha paura. Il club dovrebbe prendere lui a gennaio»

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·5 gennaio 2026

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus e profondo conoscitore dell’ambiente bianconero, analizza sulle colonne di Tuttosport il momento difficile del reparto offensivo della squadra di Spalletti.
COS’HA PENSATO DOPO L’ERRORE DI DAVID – «Che mi spiaceva. Secondo me, Jonathan è anche forte. Lo dicono i numeri, i 100 gol in 5 anni. Ma sembra che alla Juve non riesca a dimostrare le sue doti. E il rigore di ieri n’è la dimostrazione: si può certamente sbagliare, però calciarlo così dimostra paura».
ERA GIUSTO CHE LO TIRASSE LUI – «Per me quello di Locatelli è stato un gran gesto. Sono stati molto bravi a capire la difficoltà dell’uomo, ancor prima dell’attaccante: gli volevano dare la possibilità di sbloccarsi. Capitò anche a me. Al Napoli, grazie a Careca. Facevo fatica a far gol e arrivò un rigore sul 2-1 per noi. Mi diede l’opportunità di sbloccarmi».
QUAL È IL PROBLEMA DEGLI ATTACCANTI – «Non saprei dirlo. Anzi, dico che la partita si poteva vincere lo stesso, che sono due punti persi, e che Spalletti sta facendo un bel lavoro. Poi ci sono loro due: hanno sprazzi, a volte fanno anche gol, anche se pochi. Però non riescono a esprimersi, anche in maniera clamorosa».
VLAHOVIC – «Beh, Spalletti aveva individuato in Vlahovic l’attaccante di riferimento, quello davanti a tutti. E l’aveva fatto praticamente subito. C’entrava sicuramente il carattere, però anche le caratteristiche avevano un peso. Poi si è infortunato».
DAVID E OPENDA – «Anche perché sono giocatori diversi. Openda ha bisogno di campo, quando ce l’ha può incidere e in maniera importante. Quando la Juve deve fare gioco, invece, è meglio David: lega bene i reparti, viene incontro. Poi è inutile aggiungerlo: l’attaccante viene sempre valutato sui gol che fa. E ne ha sbagliati diversi e incredibili».
SI ASPETTA UN’ALTRA PUNTA – «Per me un centravanti che possa risolvere i problemi potrebbero valutarlo. Non mi stupirei se si guardassero attorno, sapendo benissimo però una cosa: a gennaio trovi quel che c’è».
HA UN NOME CHE CONSIGLIEREBBE – «Sì, Lorenzo Lucca. Un attaccante che a Napoli non è riuscito a entrare nei meccanismi di Antonio Conte. Sarebbe una scommessa, a me piace. E ha tutte le caratteristiche per essere un vero numero nove: deve solo mettersi al servizio della squadra. Ed è tornato sul mercato…».
DOVBYK E PELLEGRINO – «Mi piacciono entrambi. Di più Pellegrino: è un giocatore forte, sta dimostrando nel Parma di essere una punta con grandissime doti. Anche perché non fa solo gol, ma delle prestazioni veramente intense, che piacciono agli allenatori. Lo vedo quando esce dal campo: ha dato il 150%, è stremato, e gli addetti ai lavori lo adorano. Sa perché? Perché è quello che cercano».
IL 4-2-3-1 SARÀ DEFINITIVO – «No, non definitivo. Per un motivo molto semplice: a Spalletti manca il play. Ce l’hanno tutte le grandi squadre: il Milan ha Modric, il Napoli ha Lobotka, l’Inter invece Calhanoglu. La Juventus no, non ce l’ha. E serve come il pane un calciatore che detti gli equilibri a tutta la squadra. Solamente così può per lottare per il vertice».









































