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·21 settembre 2026
Pajón sorpresa dall’Invencible Velódromo di Rafaela: “Magari averlo da me”

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La tripla medagliata olimpica colombiana ha gareggiato nel ciclismo su pista, una novità all’interno della sua partecipazione ai Giochi Sudamericani, e ha messo in risalto l’impianto di Rafaela per il suo potenziale nello sviluppo sportivo.
Per Mariana Pajón, gareggiare a Rafaela ha significato allontanarsi per un momento dalla specialità che l’ha resa una delle grandi figure del ciclismo mondiale. La colombiana, tripla medagliata olimpica e due volte campionessa olimpica, ha fatto parte della squadra della Colombia a Santa Fe 2026 per partecipare al ciclismo su pista, una disciplina diversa dalla BMX che ha segnato la sua carriera internazionale.
L’esperienza le ha anche permesso di conoscere da vicino l’Invencible Velódromo, uno degli impianti dei Giochi a Rafaela. E la sua impressione è stata netta: “Magari avessimo qualcosa del genere dove vivo io. È spettacolare per lo sviluppo”.
Pajón ha apprezzato non solo le condizioni dell’impianto per una competizione di alto livello, ma anche ciò che un’infrastruttura di questo tipo può rappresentare una volta concluso l’evento. Il suo sguardo si è concentrato soprattutto sull’eredità e sulle opportunità che può aprire per lo sport della regione.
Un impianto che può servire a molto di più
La campionessa colombiana ha raccontato che l’esperienza a Rafaela era stata molto positiva fin dal suo arrivo. Ha sottolineato l’accoglienza, il movimento degli atleti in città e il contatto con i residenti.
“Andiamo in giro in bici e la gente per strada ci saluta, ci aiuta e il Villaggio è spettacolare”, ha raccontato. Ha anche avuto l’opportunità di provare la pista BMX, che ha definito “fantastica”.
Ma è stato parlando del futuro dell’impianto che ha posto un accento particolare. “I Giochi sono bellissimi nel momento in cui si svolgono, ma in realtà ciò che rimane, l’eredità dei Giochi, sono proprio questi impianti sportivi”, ha spiegato.
Per Pajón, l’Invencible Velódromo non dovrebbe essere associato unicamente al ciclismo su pista. “Non aiuterà soltanto il ciclismo, ma nel velodromo si possono fare moltissime cose, eventi, altri sport qui”, ha sottolineato.
La riflessione acquista un valore particolare per la sua esperienza: si tratta di un’atleta che ha gareggiato sui principali palcoscenici internazionali e che, in questa occasione, ha affrontato a Santa Fe 2026 una sfida diversa all’interno della sua stessa disciplina.
Tornare a gareggiare dopo essere diventata mamma
La sua partecipazione è stata segnata anche da un’altra sfida personale. Pajón è tornata alle competizioni dopo essere diventata madre e ha riconosciuto che il percorso ha richiesto impegno, sacrifici e molto lavoro.
“Le mamme hanno dei superpoteri”, ha detto spiegando cosa abbia significato tornare ad allenarsi e prepararsi per gareggiare. In questo percorso, ha sottolineato in particolare il sostegno dei suoi genitori e di suo marito, che l’hanno incoraggiata a credere di nuovo nelle sue possibilità e l’hanno aiutata nella cura di suo figlio.
“Mi dicevano: ‘Credi in te stessa, puoi tornare in bici, puoi tornare a essere te stessa su qualsiasi bici’”, ha raccontato. Per lei, essere di nuovo in una competizione di questo livello rappresentava già un motivo di orgoglio.
Ha parlato anche di cosa significhi per sua figlia vederla gareggiare. “Voglio che continui a vedermi competere, che veda l’esempio di una mamma che non si arrende, che va avanti e insegue i suoi sogni indipendentemente da ciò che dicono gli altri”, ha detto.
A Rafaela, Pajón ha trovato così una sfida sportiva diversa e, allo stesso tempo, un impianto che l’ha portata a pensare al ciclismo al di là della sua stessa carriera. Una campionessa abituata alla BMX ha scoperto le possibilità della pista e ha valorizzato un’infrastruttura che, secondo il suo punto di vista, può andare oltre i Giochi e aprire nuove opportunità per lo sport.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.