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·26 giugno 2026
🎙️ Palermo, Osti: "Estevez e Hernani molto vicini! Da Gyasi ci aspettavamo di più. Brunori? Fuori dal progetto"

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·26 giugno 2026

Il direttore sportivo del Palermo, Carlo Osti, ha rilasciato un'intervista ai microfoni del Giornale di Sicilia. Ecco le sue parole:
Dopo la conferma da parte del City Football Group, che sensazioni prova?
«La riconferma mi rende orgoglioso e felice. C’è rammarico per come è finita, ma è stato un riconoscimento al lavoro fatto e di questo ringrazio il CFG.»
Oltre che da lei, si riparte anche da Inzaghi...
«Ed è un vantaggio significativo. Pippo ormai conosce la città, l’ambiente e i calciatori. Questo ci permette di partire con maggiore consapevolezza nei nostri mezzi.»

Federico Serra / IPA Sport / IPA
Perché la Serie A è sfuggita?
«I nostri 72 punti sono stati il frutto di un cammino convincente ma davanti qualcuno ha fatto ancora meglio. Adesso però quei punti non contano più, si riparte da zero. Dovremo guadagnarci nuovamente tutto sul campo e fare ancora meglio della stagione appena conclusa.»
C'è qualcosa in particolare che ha influito sul risultato finale?
«Direi che sono mancati alcuni gol. Per segnare di più bisogna anche creare di più, questo è l’aspetto sul quale dobbiamo crescere maggiormente.»
L’organico a un certo punto è sembrato un po' corto...
«La costruzione della rosa è stata condivisa con Inzaghi e allargare l’organico avrebbe potuto creare difficoltà nella gestione quotidiana del gruppo. Piuttosto, ci aspettavamo un contributo più marcato da parte di alcuni calciatori. La cosa che mi ha sorpreso è che in alcuni casi la concorrenza non ha prodotto gli effetti sperati. Avere un compagno che ti contende il posto dovrebbe aumentare gli stimoli e migliorare il rendimento. Invece qualcuno ha reagito in maniera opposta, abbassando il proprio livello di prestazione. Questa è una riflessione che faremo anche in prospettiva futura: carattere e mentalità sono aspetti fondamentali nella costruzione di una squadra vincente.»
Nel confronto con la proprietà a Manchester avete parlato anche di questo?
«È stato un momento di confronto molto utile, insieme a Gardini, Inzaghi e ad alcuni componenti del suo staff. Abbiamo ricevuto fiducia e sostegno da parte del CFG che continua a credere fortemente nel progetto Palermo. C’è la consapevolezza che negli ultimi anni sia stata costruita una base solida, ma anche la convinzione che per raggiungere determinati obiettivi serva ancora qualcosa in più.»
Quanto inciderà il cambio di modulo sul mercato?
«Il cambio di modulo non comporta una rivoluzione totale. Molti calciatori che abbiamo già in rosa possono interpretare i ruoli del 4-2-3-1. Penso a Pierozzi e Augello, che nel corso della loro carriera hanno già giocato in una linea a quattro. Il vero cambiamento riguarda soprattutto la fase offensiva: se giochi con il 4-2-3-1 hai bisogno di esterni offensivi che sappiano saltare l’uomo, creare superiorità numerica e incidere nell’uno contro uno. Inoltre serve un trequartista capace di legare il gioco. Inzaghi è convinto di questa evoluzione tattica, ne abbiamo parlato molte volte. Non è una scelta improvvisata. È un sistema che sente suo, che ha già utilizzato con successo in passato e che ritiene adatto anche per il prossimo Palermo.»

Alessio Morgese/DPPI / IPA Sport 2 / IPA
Hernani, Estevez e Luvumbo possono essere i primi rinforzi?
«I primi due sono molto vicini. Per quanto riguarda Luvumbo stiamo parlando col Cagliari.»
E poi cosa serve?
«Intanto si riparte da una base collaudata, non siamo di fronte a un gruppo da rifondare. In difesa abbiamo già molte certezze: i centrali, gli esterni titolari. Il resto dell’ossatura è valido, più che altro dobbiamo completare alcuni ruoli e aggiungere alternative. L’obiettivo è migliorare il livello medio della squadra con innesti mirati. Quando si parla di mercato bisogna sempre tenere conto della sostenibilità economica e della concorrenza. Certamente stiamo lavorando con idee molto chiare. Vogliamo anche gente che sia realmente convinta di venire a Palermo. L’idea è quella di arrivare in ritiro con due o tre nuovi innesti.»
Segre, Ceccaroni e Augello vanno in scadenza nel 2027: il rinnovo è un tema?
«Premetto che non considero la scadenza di un contratto come un problema. Anzi, molto spesso può rappresentare uno stimolo ulteriore. Chi è in scadenza e vuole continuare il proprio percorso a Palermo deve dimostrare sul campo di meritarsi quella conferma. Anche Inzaghi è in scadenza ma mi ha detto che non vuole sentire parlare del suo rinnovo prima di avere dimostrato sul campo di meritare il Palermo. Questo è il tipo di mentalità che mi piace e deve essere da esempio anche per i calciatori.»

Gabriele Siri / IPA Sport / IPA
Le Douaron, Gyasi e Magnani: quale sarà il loro destino?
«Da Gyasi ci aspettavamo qualcosa in più. Arrivava da cinque stagioni consecutive in Serie A e pensavamo potesse dare un contributo maggiore. Discorso analogo per Le Douaron. Entrambi in ritiro avranno l’occasione di dimostrare il proprio valore, le valutazioni definitive verranno fatte insieme a Inzaghi. Per Magnani il discorso è diverso. Ha attraversato un periodo molto complicato dal punto di vista personale e professionale, ma ora lo vedo più sereno. Fa parte del nostro progetto tecnico.»







































