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·17 settembre 2026

Palladino e uno strano paradosso: a Bologna può riscrivere la propria storia

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Nonostante diversi buoni risultati, spesso il tecnico è entrato in corsa. Uno strano paradosso che cercherà di risolvere a Bologna

Talvolta, nel calcio, sono proprio le contraddizioni a disegnare i percorsi più singolari. Quella di Raffaele Palladino è una di queste: un allenatore che, nelle esperienze maturate fin qui, ha saputo lasciare in dote risultati e identità alle proprie squadre, e che tuttavia si è ritrovato troppo spesso a bussare alla porta del grande calcio quando la stagione era già cominciata. Una sorta di eterno “piano B”, chiamato a raccogliere eredità altrui, rimettere ordine dove qualcosa aveva già smesso di funzionare, più che a gettare dalle fondamenta le basi di un progetto.


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Il paradosso di Palladino

Un paradosso che sta accompagnando gran parte della sua carriera da allenatore, ma che al diretto interessato sembra non portare svantaggi, come ammesso nella conferenza di presentazione odierna: “Sono abituato ad entrare in corsa. In breve tempo bisogna cercare di capire quali problemi ci sono stati. Il mio diventa anche un lavoro psicologico, oltre all’aspetto tecnico da curare.”

Un lavoro che è riuscito a svolgere sapientemente a Monza e Fiorentina e che auspica di ripetere in rossoblù, seppur con il desiderio di risolvere questo paradosso e scrivere finalmente una nuova storia. Una volontà ribadita anche oggi pomeriggio: “Volevo ringraziare la società perché in questi giorni mi hanno dato grandissima fiducia e non mi hanno prospettato una panchina, bensì un progetto e sono venuto qui per questo.”

Un progetto che il nuovo tecnico del Bologna, risultati alla mano, merita senza discussioni: chiusa la prima stagione al Monza con un ottimo undicesimo posto, si è ripetuto nell’anno successivo conducendo la squadra ad un’altra salvezza con ampio anticipo, e guadagnandosi così la chiamata della Fiorentina impegnata in Conference League. All’esordio europeo con i viola ha raggiunto la semifinale, ottenendo intanto un’ulteriore qualificazione alla stessa coppa con il sesto posto in A a quota 65 punti, record dei toscani da diverse stagioni.

Lo scorso anno ha cambiato la stagione dell’Atalanta

Il leitmotiv è stato lo stesso anche all’Atalanta nella passata stagione, avendo cambiato completamente ambizioni e sogni di una squadra allo sbaraglio. Ha avuto la possibilità di allenare in Champions League, superando la prima fase e gli spareggi, e venendo eliminato poi solo agli ottavi dal Bayern Monaco. Al termine del campionato la sua Atalanta ha chiuso settima accedendo alla Conference League.

Ora, sulla panchina del Bologna, il copione può finalmente cambiare, nonostante l’incipit sia stato lo stesso. Lavorando sodo e portando risultati come già fatto nella sua carriera, l’eterno “piano B” può finalmente diventare un progetto.

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