Calcionews24
·6 giugno 2026
Papa Leone XIV: «Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost il Real Madrid». Da Benedetto XVI a Francesco e Giovanni Paolo II, il rapporto tra i Pontefici e il calcio

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Il mondo del calcio ha spesso incontrato il Vaticano, con diversi Pontefici che hanno mostrato un legame particolare con lo sport più amato al mondo. L’ultima rivelazione arriva da Papa Leone XIV, che durante il volo papale verso Madrid ha confessato il proprio tifo: «Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid». La battuta è stata pronunciata mentre il Pontefice si avvicinava alla capitale spagnola. «Farò sicuramente il tifo per gli usa ai mondiali di calcio ma non so quante partite avrò modo di vedere», ha aggiunto il Pontefice salutando i giornalisti.
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Nel passato, Papa Francesco ha sempre manifestato il proprio amore per il calcio e per l’Argentina, tifando per il San Lorenzo de Almagro: «Il Papa possedeva la tessera ufficiale di socio del San Lorenzo», ricordano le cronache, sottolineando come il Pontefice abbia partecipato anche alla celebrazione della vittoria della Coppa Libertadores del club nel 2014. Il San Lorenzo, in seguito, ha reso omaggio a Francesco con patch sulle maglie e coreografie dedicate: «Papa Francisco – Juntos por la eternidad».

Per Benedetto XVI, il calcio rappresentava più di un semplice gioco. Joseph Ratzinger, socio onorario del Bayern Monaco, rifletteva sulla disciplina e libertà insite nello sport: «Il fascino del calcio sta essenzialmente nel fatto che esso collega disciplina e libertà in una forma molto convincente. Costringe l’uomo a imporsi regole per ottenere, con l’allenamento, la padronanza di sé, e con essa, la superiorità e con la superiorità la libertà». Durante i Mondiali 2006, Benedetto XVI benedisse la nazionale tedesca e mostrò rispetto anche per la vittoria dell’Italia con diplomazia e fair play.
Il Papa più sportivo di sempre resta Giovanni Paolo II, attivo in gioventù come portiere nella squadra della parrocchia di Wadowice. Ricevette tessere onorarie da Barcellona, Schalke 04 e Borussia Dortmund, e contribuì a consigliare l’arrivo di Zbigniew Boniek alla Juventus. Wojtyła vedeva nello sport «gioia di vivere, gioco, festa», sottolineando il valore umano e sociale dello sport.
Infine, Giovanni XXIII, bergamasco doc e tifoso dell’Atalanta, volle incontrare i giocatori della squadra nel 1962 a Roma per fare gli auguri in occasione della partecipazione della squadra alla Mitropa Cup. Nonostante la sconfitta contro la Roma, il club chiuse al sesto posto, dimostrando come anche nel passato il calcio fosse parte integrante della vita dei Pontefici e della società.
Questo lungo legame tra Vaticano e calcio testimonia l’universalità dello sport, capace di unire fede, cultura e passione in un unico racconto.







































