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·4 aprile 2025
🐻 Papà Orsolini: “Cresciuto e maturato, ma anche gli anni scorsi aveva fatto bene! Bologna è casa sua”

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·4 aprile 2025
Intervistato dai colleghi di TMW, Paride Orsolini, papà di Riccardo, ha parlato del devastante magic moment vissuto dalla forte ala del Bologna, indubbiamente fra i calciatori attualmente più in forma d’Europa.
Perché secondo lei ora si parla di più di lui? Siamo al terzo anno di fila in cui arriva in doppia cifra. “A me sembra che lui stia facendo quello che ha fatto anche negli anni precedenti. Ora, probabilmente, visto anche il contesto della squadra che è molto migliorato e cresciuto se ne parla di più, anche per il suo modo di essere così esuberante”.
Il gol al Venezia è uno dei più belli che abbia fatto? “Quello di Venezia è tra i gol più belli che abbia mai fatto, sì. Ma come non ricordare il primo gol della tripletta contro l’Empoli dello scorso anno oppure quello su punizione da posizione defilata segnato alla Fiorentina?”.
Non le sembra più leader oggi, più pronto a prendersi ogni responsabilità sulle spalle per come guida i compagni? “Sicuramente oggi Riccardo è cresciuto, è maturato, è meno timido e più pronto a dire la sua, soprattutto fuori dal campo. Perché in campo non si è mai tirato indietro. Ora sembra più completo, più consapevole delle sue capacità ed è diventato un punto di riferimento nello spogliatoio”.
Prima volta in Champions: le ha detto qualcosa di particolare prima di iniziarla? “L’affacciarsi al calcio che più conta in ambito europeo ha rappresentato una grande emozione, un punto di arrivo gratificante ed allo stesso tempo uno sprono per fare ancora meglio. Un banco di prova ed insieme un esercizio di qualità per affinare il gioco individuale e di squadra”.
Ci vorrà tornare l’anno prossimo… “Diciamo che è stato un antipastino gustoso che ha messo ancora più appetito (ride, n.d.r.)”.
Le parla bene di Italiano? Sembra che ci sia un grande feeling anche con lui. “In famiglia Riccardo parla di Italiano nello stesso modo in cui si è espresso in una recente intervista. Sicuramente il gioco di mister Italiano gli consente di esprimere al meglio le proprie qualità, ma soprattutto c’è grande stima a livello professionale e probabilmente anche una certa affinità a livello caratteriale e di background. Richi è un ragazzo semplice e schietto e si relaziona con più facilità con chi possiede le sue stesse caratteristiche”.
Cosa vi aveva convinti a scegliere il Bologna dopo l’Atalanta? Ora è diventato un re. “A Bergamo era alla sua prima esperienza nel massimo campionato italiano, veniva da due buone stagioni in Serie B con l’Ascoli e dall’entusiasmante avventura ai Mondiali Under 20 dove aveva conquistato la vetta dei gol da capocannoniere. Questo non è stato sufficiente per consentigli di ritagliarsi molto spazio nell’Atalanta dove c’erano giocatori come Gomez ed Ilicic. A gennaio arriva la convincente proposta di Bigon e Di Vaio di portarlo a Bologna. Ricordo anche il vano tentativo di dissuasione del DS Sartori (allora all’Atalanta) che avrebbe voluto restasse a Bergamo. A Bologna Riccardo ha trovato la sua casa, avvolto dal calore della città e dei suoi tifosi. Lo vedo sereno e felice. Cosa può pretendere di più un padre?”