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·14 luglio 2026

Paramount-Warner: 12 Stati USA a guida democratica fanno causa per bloccare l'acquisizione

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L’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance –   società partecipata dalla RedBird di Gerry Cardinale, proprietario del Milan – sembra non trovare pace. Come riportato dai media Oltreoceano, nella giornata di lunedì 12 stati democratici hanno presentato una causa per bloccare l’acquisizione da 110 miliardi di dollari.

La causa, depositata in un tribunale federale della California e guidata dal procuratore generale Rob Bonta, arriva a un mese di distanza dal via libera concesso dall’amministrazione centrale guidata dal presidente Donald Trump che sembrava aprire a una fusione senza condizioni particolari fra i due gruppi.


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Il cuore della denuncia riporta come la nuova società che si andrà a creare avrà il controllo del 27% del mercato dei film distribuiti nelle sale e di oltre il 30% dei blockbuster. Se queste proporzioni fossero corrette, ecco che il 90% del mercato sarebbe controllato solamente da quattro grandi broadcaster come Disney, Universal, Sony Pictures, e appunto la nuova Paramount.

Stesso discorso che farebbe anche per il mercato televisivo via cavo, visto che si andrebbe a unire il secondo e terzo operatore per numero di canali, con oltre 50 emittenti tra notizie, sport e intrattenimento. «Il matrimonio illegale tra questi due colossi dell’intrattenimento porterebbe a prezzi più alti, qualità più bassa e meno contenuti per cinema e televisione», ha scritto Bonta nella causa. Per questo, David Ellison, alla guida di Paramount e figlio del co-fondatore di Oracle Larry Ellison che ha garantito l’investimento, ha promesso 30 film l’anno per rassicurare Hollywood, ma gli Stati sostengono che la promessa non è vincolante.

Infine, la causa rischia di far slittare la chiusura dell’operazione oltre la fine di settembre, quando Paramount dovrà iniziare a pagare penali agli azionisti di Warner Bros per il ritardo.

(Image credit: DepositPhotos.com)

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