Paratici si presenta: “Clausola rescissoria in caso di retrocessione? Quando ho accettato la squadra aveva 6 punti” | OneFootball

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·5 febbraio 2026

Paratici si presenta: “Clausola rescissoria in caso di retrocessione? Quando ho accettato la squadra aveva 6 punti”

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Il nuovo direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici è arrivato ieri a Firenze e oggi sarà presentato ufficialmente alla stampa presso il Rocco B. Commisso Viola Park alle ore 13.00.

“Voglio mandare un caloroso abbraccio a Fabio Paratici, che da oggi entra a far parte della famiglia Fiorentina. Siamo estremamente soddisfatti di questa scelta, convinti che la sua esperienza e la sua visione rappresentino un valore aggiunto fondamentale per il nostro progetto sportivo. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera per portare avanti insieme questo nuovo percorso di crescita.” Queste le parole con le quali il neo presidente viola Giuseppe B. Commisso ha voluto dare il benvenuto a Paratici. Di seguito la conferenza stampa.


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La conferenza stampa di Fabio Paratici

Ferrari Buongiorno a tutti. Oggi abbiamo il piacere di presentarvi la persona che abbiamo cercato e voluto. La cosa che ci ha fatto tanto piacere dopo aver conosciuto Paratici è aver percepito la grande determinazione di venire qui alla Fiorentina. E’ un ennesimo segnale da parte della famiglia Commisso di portare all’interno persone che valorizzino il club e ci diano una mano da un punto di vista dei risultati Paratici Colgo l’occasione per ringraziare Rocco Commisso e Ferrari che sono il motivo per cui oggi sono qua. Faccio gli auguri al presidente Giuseppe per il nuovo incarico. Colgo anche l’occasione per ringraziare il Tottenham che mi ha dato la possibilità di essere qui oggi e mi ha supportato nei momenti difficili. Cosa ti ha portato a scegliere questo progetto? Ho deciso di venire alla Fiorentina il 15-16 di dicembre. La Fiorentina aveva 6 punti e Alessandro (Ferrari ndr) è venuto ad incontrarmi a Londra. E’ una scelta coraggiosa fatta ponderando le varie motivazioni. La Fiorentina ha infrastrutture di livello e un gruppo col quale mi sono trovato bene da subito. Dobbiamo accettare che dobbiamo mettere la testa nel carrarmato e soffrire per salvarci. Tutto l’ambiente deve capire che da oggi al 20 maggio si deve stare concentrati, cattivi e determinati per uscire da questa situazione. Poi penseremo a tutto il resto. Credo che quando una persona va in un club ogni club ha il suo dna e bisogna rispettarlo. Qui il dna è ben marcato. Le mie esperienze? Sono rimasto legato ad ogni club nei quali sono stato. Sono una persona totalitaria e lavoro 20 ore al giorno pensando calcio. Mi hanno portato a credere in un metodo di lavoro che è quello di essere organizzati, leali e seri all’interno di un club. Queste sono le basi per lavorare bene. Del mercato si parlerà più avanti. C’è una clausola rescissoria in caso di retrocessione? E’ talmente lontano dal mio essere questa domanda che è quasi superfluo rispondere. Ho firmato 4 anni e mezzo e accettato quando il club aveva 6 punti in classifica. Assolutamente non c’è nessuna clausola, è lontana dal mio essere. Nella storia della Fiorentina tanti scambi con la Juventus, ma successo con un dirigente, sente una responsabilità maggiore? E’ facile pensarci però non è una sfida in più. Un grande difetto che ho è che ho talmente tante aspettative su me stesso che quelle degli altri al confronto sono niente. Se è mancato qualcosa sul mercato Non ero qui, sicuramente ognuno di noi fa il massimo di quello che può fare. In quel frangente tutti i dirigenti pensano e non dormono per capire cosa devono fare. Ha parlato con Vanoli? Si gli ho parlato ieri e lo conosco da un po’. Per me il suo lavoro è stato positivo al Venezia e anche al Torino. E’ molto energico e preparato, ha cura nei dettagli. Lo stimo molto. La squadra gioca, fa. Se guardiamo le statistiche ha tante cose positive. Ho grandissima fiducia in lui e nel suo staff. In cosa lei è diverso rispetto a Corvino e Pradè che si sono alternati a Firenze? Io sono cresciuto facendo questo lavoro con tre grandi esempi, Sabatini, Corvino e Rino Foschi per quanto riguarda il calciomercato. Sul metodo di lavoro, non è solo il comprare calciatori. Il lavoro è anche quello di coordinare tante aree. Vogliamo essere internazionali. Calciomercato? Posso dire che le persone sono sempre molto più importanti dei professionisti. Potremmo parlarne per ore ma non è il momento. Che tipo di rapporto istaurerà con la famiglia Commisso? Questo è il 22esimo anno che faccio questo mestiere e ho lavorato con diversi modelli lavorativi. Per quanto riguarda la Fiorentina, ho chiesto espressamente a Rocco e Alessandro di occuparmi dell’area sportiva e riportarmi ad Alessandro che questa era anche la loro idea. Quindi nessun dubbio su questo. Joseph? Magari potrebbe stare di più con noi. Quando verrà sarà sempre il benvenuto, anzi, siamo qui per lui. Come interagirà con la squadra? Non siamo qui per sostituire l’allenatore. Lui è il Re Leone e farà lui gli interventi. Noi siamo qui per supportare lui e i giocatori affinché rendano nel miglior modo possibile. Abbiamo tutto per fare il meglio, non ci sono alibi. La squadra fa delle buone partite, poi c’è una differenza sostanziale tra il fare una cosa al 100% e il volerla al 100%, quasi con la disperazione. Vado a lavorare ? Ho fatto il mio 100% ma come l’ho fatto? Con l’energia con cui sono morto o sono tornato a casa e sono tranquillo e sereno? Non siamo preoccupati ma siamo realisti. Per questo dico che dobbiamo mettere la testa nel carrarmato. Su Goretti e Rugani Roberto ha tutta la mia stima, ha fatto già molto bene ed è una persona competente, diretta e schietta. Spero di potergli dare una mano con la mia esperienza in modo da aiutare anche la Fiorentina adesso. Roberto sarà il mio braccio destro poi avremo altre due persone che lavoreranno con noi, Moreno Zebi e Lorenzo Giani, per quanto riguarda i calciatori. Sono molto felice di lavorare con loro. Con Giani sono ormai quasi 15, mi sono quasi stufato, peggio della moglie (ride ndr). Rugani? Lo conosco bene e lo vedo sottovalutato ai più. Alla Juventus sapevamo il suo livello e la sua affidabilità. Ha giocato finali, partite decisive…è sottovalutato. E’ un ragazzo molto serio e ha ancora davanti anni nei quali può togliersi soddisfazioni. Cosa porta un profilo come il suo ad accettare questa situazione che ha oggi la Fiorentina? La Fiorentina non va nella Serie B, è in zona Serie B ma non va in Serie B, stai a noi fare ciò che dobbiamo fare. Non ho chiesto certezze sugli investimenti. Non è il mio modo di lavorare. Il mio modo è avere un autonomia operativa. Dove sono stato ho trovato persone bravissime. Giani quando sono arrivato alla Juventus era li, poi me lo sono portato dietro. Non c’è nessuna richiesta sul futuro, non è il mio modo di pensare. L’autonomia su come lavoreremo e con chi, questo si. Non dall’alto della mia esperienza ma dall’alto di una ragionevolezza su quello che uno vuole fare. Come ha ritrovato Kean? Moise è un ragazzo che conosco benissimo, l’ho visto arrivare alla Juve a 10 anni e partire a 21. E’ sicuramente l’attaccante italiano più forte che c’è e dipende solo da lui. E’ un giocatore da 20 gol a campionato in qualsiasi club di Serie A. Tant’è che è il centravanti della Nazionale. Dobbiamo metterlo nelle condizioni giuste per rendere al meglio, lui come tutti dai giocatori ai dirigenti. La voglia di avere un risultato la porta l’atmosfera, quello che si crea. Questo è un obiettivo da raggiungere. Sui rinnovi di Dodò e Fortini Sicuramente la società li prenderà in considerazione. Sono due ragazzi attenzionati da molti e sicuramente ne avremo cura. Sulla Conference League Non andiamo in giro a cercare di perdere le partite. Ogni partita la Fiorentina la gioca per vincere. Poi bisogna avere un po’ di testa. Cercheremo di fare il meglio possibile, anzi, di vincere. Ha avuto carta bianca anche al di là del mercato? Per quattro anni la Fiorentina ha fatto 65 punti. Sarebbe arrogante chiedere carta bianca su ogni cosa. C’è un gruppo che lavora e ha fatto cose buone. C’è un centro sportivo meraviglioso, ci sono state tre finali…C’è una stagione che è quella di oggi e dobbiamo concentrarci su quella di oggi. Mai andrò a chiedere carta bianca a nessuno. In testa porto il mio metodo e ognuno ha il suo. Sulla squalifica dei 30 mesi Cosa mi ha lasciato? Che sono una persona migliore. Certe vicende ti costringono a battaglie, lotte e analisi che altrimenti non affronteresti. Sono una persona migliore e molto più strutturata. Leggerezze? Nessuno di noi alla Juventus è stato condannato per valori artificiali dei giocatori ma per il bilancio. Mi sono vergognato di dovermi difendere perché quando ti senti di non aver commesso il fatto…E’ stato un percorso difficile che mi ha reso una persona migliore. Kean è il futuro di questa squadra? Con la squadra parlerò dopo la conferenza. Con Kean non ho ancora avuto modo di parlare ma lo conosco talmente bene che non ho troppo da dirgli. Deve fare quello che sa fare e lo sa fare molto bene, che sono i gol. Futuro? E’ il centravanti della Fiorentina. Non abbiamo altra priorità che tirarci fuori da questa situazione, la fase due verrà dopo. Viola Park? E’ straordinario, pazzesco. Vengo da un esperienza inglese dove i centri sportivi sono incredibili. Vengo da quello del Tottenham che dicono essere il migliore in Europa ma non so se è migliore di questo. I bigliettini di mercato alla Juve e la scelta di Firenze I bigliettini li avevo buttati e stracciati e sono stati recuperati. Questa è un’esperienza coraggiosa ma che per me ha un senso incredibile. Torno in Italia in una grande società con grande proprietà. C’è tutto per fare il calcio che abbiamo in testa. Vogliamo creare qualcosa di attrattivo, stimolante e internazionale come la città di Firenze. Su Commisso Ho sentito l’empatia verso questo ambiente, non solo per la squadra. Quello che ha fatto col Viola Park, per la femminile, con i dipendenti. Quest’empatia molto pronunciata mi ha fatto capire che avrebbe voluto che noi come società coltivassimo e continuassimo. Questa è la prima cosa che ho percepito, da parte sua e della sua famiglia. Su Firenze e Fagioli Fagioli è un patrimonio del calcio italiano.. Piacentino come me, conosco i suoi genitori, l’ho visto crescere. Ha delle qualità che pochi giocatori italiani possono vantare. A questo si aggiunge la sua voglia di essere protagonista, di essere il numero uno. Su questo deve lavorare, non sulla tecnica che è innata e di altissimo livello. E’ ancora molto giovane, è un punto di partenza per lui la Fiorentina ma anche un target da raggiungere, noi siamo un club di terza fascia. Responsabilità verso la città? Ne ho uno molto verso verso qualsiasi cosa, per chi mi da fiducia ancora di più. La critica mi diverte molto, l’accetto ed è stimolante. Sono molto severo con me stesso e con chi lavora con me. A volte è anche d’aiuto basta che sia di buona fede, ma si accetta anche la cattiva. Firenze ha grandi ambizioni e questo stimola. La Fiorentina è un veicolo importante per la città di Firenze. Perché ha scelto di tornare in Italia e in Serie A? Il tempo e la pasta sarebbero risposte banali (ride ndr). La Premier League al momento è l’NBA del calcio, ma da un lato siccome sono italiano e viviamo anche di campanilismo sentivo la voglia di tornare a competere nel campionato italiano che è di alto livello e molto difficile. Farlo con la Fiorentina mi da grandi motivazioni. Riparte dal “derby” col Torino, se lo aspettava in difficoltà? Il mio derby per gli ultimi cinque anni è stato l’Arsenal. Pensiamo a casa nostra. Stiamo concentrati su noi stessi. E’ una partita importante e fondamentale come tutte le prossime fino al 24 di maggio. Concentrati, cattivi e decisi per toglierci da questa situazione. Non importa l’avversario. Perché la Fiorentina è terzultima dopo quasi 100 milioni spesi in estate? Quando guardavo da fuori la Fiorentina era difficile dare spiegazioni. Tutto facile da fuori. Sono arrivato ieri non posso dare troppe risposte. Sicuramente c’è qualcosa che non si è incastrato ma il calcio vive anche di alchimia tra allenatore, dipendenti, giocatori, tifosi…l’atmosfera sapete com’è. Questo è ciò che posso dire.

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