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·17 agosto 2026

Parla un giocatore del Patronato: «Colpito col calcio di un’arma»

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Uno dei giocatori del Patronato che è stato aggredito dagli ultras dopo la sconfitta per 3-0 in trasferta contro il Colón, nella 25ª giornata della Primera Nacional, ha rotto il silenzio su quanto accaduto allo stadio Presbítero Bartolomé Grella e ha confermato di aver ricevuto un colpo alla testa con il calcio di un’arma.

In un’intervista a Doble Amarilla, il giocatore, che non ha rivelato la propria identità per tutelare la sua sicurezza e favorire l’azione della giustizia, ha raccontato: «Mi hanno colpito alla testa con il calcio di un’arma».


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Inoltre, lo stesso media ha riferito che all’aggressione ha partecipato gran parte degli ultras della squadra di Paraná, sotto la guida di Alan Barrientos, già indicato in precedenza per altri episodi violenti.

L’indagine è nelle mani della magistratura di Paraná, mentre si cerca di determinare chi abbia partecipato all’attacco e di accertare le relative responsabilità.

Il commissario ispettore Juan Pablo Claucich, vicecapo del dipartimento di Paraná, ha spiegato come è avvenuto l’ingresso degli aggressori: «L’ingresso di queste persone avviene immediatamente dopo l’arrivo del pullman che trasportava la rosa dei giocatori, a bordo di tre o quattro veicoli. Entrano subito dopo il pullman, scendono dalle auto e si dirigono immediatamente verso qualcuno che rimprovera i giocatori per l’ultimo risultato ottenuto».

Riguardo al numero di persone coinvolte, il funzionario ha dichiarato: «Stiamo parlando di tifosi, non posso stabilire che fossero ultras, circa 10 o 12 persone«. In questo modo, la polizia ha stimato che si sia trattato di un gruppo ridotto.

Il caso è affidato al pubblico ministero di turno Martín Abrandt. Claucich ha confermato che «al momento non ci sono persone arrestate né formalmente identificate«, anche se ha chiarito che si sta già lavorando con diverse prove.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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