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·5 febbraio 2026
Parma, Cherubini commenta la fine del mercato: “La salvezza va conquistata, puntiamo su giovani e sostenibilità”

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·5 febbraio 2026

Il CEO del Parma Federico Cherubini ha commentato la finestra di mercato invernale, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa. Ecco le sue parole.
Un mercato impegnativo quello del Parma, che continua a sperare nell’obiettivo salvezza. I crociati, a 6 punti dalla zona retrocessione, hanno investito molto su calciatori giovani e di qualità sul mercato, per completare l’obiettivo e rimanere sostenibili. Continua dunque la politica sostenibile del club, che punta su giocatori futuribili per fare cassa e mantenere il bilancio economico in attivo. Sull’ultima sessione si è espresso il CEO del Parma Federico Cherubini, ecco le sue parole, riprese da Parmalive.com.
Cherubini prende la parola: “La conferenza nasca in coda alla sessione di mercato, riprendendo un’abitudine che c’era in passato. Approfitto dell’occasione per parlare anche di qualcosa che va oltre al mercato. Ho chiesto alle figure che lavorano insieme a me di essere presenti”.
Soddisfatto del mercato? “Soddisfatti lo saremo quando il campo ci dirà se abbiamo fatto bene o meno. Abbiamo seguito anche le indicazioni del mister. Abbiamo voluto ridurre il numero dei giocatori in rosa, con alcuni che hanno voluto prendere altre opportunità. Al contrario, abbiamo inserito quattro giocatori che pensiamo possano alzare il livello e anche Mikolajewski che è ufficialmente aggregato alla rosa della Prima Squadra, ma ogni volta che ce ne sarà la possibilità giocherà con la Primavera. Nella rosa attuale abbiamo reinserito anche Frigan, che è alla fine del percorso di recupero e speriamo di averlo per il finale del campionato”.
Vi aspettavate di essere a questo punto in classifica? “Sinceramente se mi avessero detto di arrivare ora in questa posizione avrei firmato. Ma non significa che siamo in una zona di comfort, la salvezza è da conquistare. Ho letto qualche polemica, ma va considerato anche il fatto che ci fosse un forte ricambio nella rosa, con i giovani che hanno bisogno di adattarsi. In più devo dire che c’è stata un po’ di sfortuna con gli infortuni. Se faccio un bilancio complessivo, dico che abbiamo cose da migliorare, la salvezza è difficile, ma tutto il lavoro di chi lavora nel club, mister compreso, va considerato anche rispetto alle difficoltà”
Questo mercato è stato l’inizio del percorso di riduzione dei costi di gestione? “La campagna di gennaio ha avuto degli effetti positivi sul bilancio, ma ci siamo presi degli impegni come nel riscatto di Nicolussi in caso di salvezza. Il tema della sostenibilità è importante e i numeri ci impongono di porvi attenzione. Noi cerchiamo di ridurre virtuosamente i costi e incrementare i ricavi, specie in un mondo dove i ricavi non li gestiamo noi, ma dipendono dai diritti televisivi. L’unica nota è che sono uscite delle tabelle relative ai bilanci, ma fanno riferimento al 2024, in cui il club è stato fra Serie B e A. La nostra consapevolezza è che le nostre azioni hanno invertito la tendenza negativa del 2024, con il bilancio del 2025 sarà sicuramente in controtendenza”.
La squadra si è dimostrata solida difensivamente, con dei problemi in fase di possesso. Come si può migliorare ciò? “Non mi sono mai appassionato al tema della qualità del gioco. Credo che il lavoro del mister sia stato intelligente, puntando ad uscire dalle difficoltà in modo pragmatico. Tutti speriamo di poter fare qualcosa di più offensivamente, perché per salvarci servono gol e vittorie: in questo senso la composizione attuale dell’organico può farlo. Cuesta in questo momento ha diverse opzioni anche di moduli, permettendogli di variare in corso d’opera”
Avversarie temibili? “Siamo consapevoli che la salvezza è prioritaria. La Fiorentina è dietro di noi, ma solo temporaneamente secondo me. Ma anche tutte le altre: Pisa e Verona hanno perso punti per strada quando meritavano di più. Anche il Lecce”.
Questo è stato il primo mercato senza Lacome. Qualcosa è cambiato? “Io rispetto a questo tema voglio fare un chiarimento. Si parlava di Parma solo riguardo agli algoritmi e questo approccio non l’ho mai trovato. Il dipartimento legato ai dati offre tanti spunti al club, ma non abbiamo fatto mai scelte di mercato basate solo su analisi. Il nostro dipartimento scout opera anche in modo tradizionale e lo integriamo con i sistemi dei dati. L’uscita di Lacome non ha portato un grande cambiamento. Cercheremo di stare con un occhio al campo e uno ai nuovi sistemi”
Corvi sta facendo grandi prestazioni. Il suo contratto è in scadenza nel 2027. Si punterà su di lui nel futuro? “Ringrazio perché state facendo domande che aiutano a chiarire punti. C’è stata mota polemica rispetto al fatto che abbiamo iniziato il campionato senza un vero secondo portiere, ma con due terzi. Quando è successo l’infortunio di Suzuki, io e Pettinà abbiamo convocato Corvi e Rinaldi dicendo che avevamo piena fiducia in loro, sapendo però che avrebbero dovuto sopportare grandi responsabilità. Gli abbiamo detto: “Noi cercheremo qualcuno, anche se non sarà facile trovarlo, che arriverà per darvi una mano. Se meriterete, giocherete voi”. Abbiamo interrotto il rapporto con Guaita anche per motivi di natura personale: ha preferito tornare in Spagna. Suzuki non è ancora pronto, abbiamo un mese con due ragazzi più un terzo aggregato dalla Primavera. Sicuramente il tema del rinnovo di Corvi è sul tavolo del direttore sportivo: sono già avviati i contatti col suo agente. Non siamo sicuri che Suzuki possa restare o meno, ma siamo sicuri che la ricerca del sostituto possa non essere così problematica: abbiamo già in casa i sostituti. Non parlo solo di Corvi, ma anche di Rinaldi. Hanno avuto percorsi diversi: Corvi ha lavorato sempre all’interno del club, Rinaldi è cresciuto molto passando dai prestiti”.
Trattenere giocatori come Keita, Pellegrino è stato difficile? “Molto dipende dalla volontà dei giocatori. Qualche sollecitazione è arrivata, ma i ragazzi non hanno manifestato la volontà di lasciare Parma oggi. L’anno scorso è successa la stessa cosa con Bonny, con la promessa che in estate lo avremmo lasciato andare. E così è successo. Io ci tengo a dire che nessun calciatore è venuto a bussare alla nostra porta per lasciare Parma. Vorrei anche salutare tutti i ragazzi che hanno lasciato la rosa, con un saluto particolare per Hernani, che è stato qui molti anni e Djuric, che si è guadagnato la stima in poco tempo: accettare di lasciarlo andare è stato difficile, ma la Cremonese gli ha fatto una proposta importante. Poi Begic e Benek contiamo di riabbracciarli a fine stagione”
Iniziati dialoghi per altri rinnovi? “Con Bernabé, un ragazzo che sicuramente ha delle opportunità di carriera importanti con altri club, ma è disposto a sedersi al tavolo. Abbiamo iniziato a parlare anche con altri ragazzi, senza urgenze, come Mikolajewski. I ragazzi del settore giovanile come Scarlato, che sono stati tesserati mostrano il nostro interesse per il settore giovanile, che ci farà diminuire i costi e fare qualche sacrificio in meno sul mercato”.
Novità sullo stadio? “Sapete che il progetto stadio nasce qualche anno fa con un progetto che ha fatto un iter burocratico arrivando a un buon percorso ma poi questo progetto non piaceva alla città e ai tifosi. C’erano polemiche sul lasciare Parma temporaneamente. Poi uno dei miei primi atti è stato quello di inviare una PEC al comune che volevamo prenderci del tempo per rivalutare il progetto, cambiandone la tipologia: passando a un progetto a fasi più articolato. In questo momento i nostri colleghi e amici stanno facendo un’analisi approfondita su cosa vuol dire questo passaggio. Ci sono delle criticità, non è detto che i costi siano ridotti ma soprattutto invito a una riflessione: ho sentito come se la famiglia Krause avesse l’obbligo di costruire lo stadio. Sembra che a Parma ci sia un problema, ma c’è dappertutto in Italia. Non ci sono agevolazioni economiche e gli iter burocratici sono difficili. Un ente privato deve valutare costi e benefici di quest’opera. In altre realtà stanno andando avanti, altre si sono fermate o tirate fuori. Noi siamo sicuri che da qui a brevissimo la nostra proprietà dirà in che direzione si vuole andare. Speriamo di giocare in un Tardini rinnovato al più presto”.
A oggi c’è ancora l’interesse per il nuovo stadio? “Assolutamente sì, credo che in questi mesi parallelamente è partito un processo analogo negli USA. La proprietà vuole ridefinire il progetto. Il sistema calcistico italiano si regge sui diritti TV. Cinque anni fa le proiezioni davano una prospettiva, oggi un’altra. Krause sta facendo delle valutazioni, che partono dal desiderio di dare un nuovo stadio alla città, ma che devono andare incontro alla fattibilità. Tutte le comunicazioni le ufficializzeremo una volta decise. Ad oggi la divisione di Krause Group sta facendo le analisi”.
Molti tifosi chiedevano l’arrivo di un altro difensore. Gli infortunati possono tornare entro breve? “Il mercato di gennaio è pericoloso e può spingere a fare operazioni legate al momento. Non abbiamo deciso di intervenire in difesa, perché Valenti tornerà forse già la prossima settimana, Ndiaye è anche lui vicino al rientro. Non ci sembrava giusto andare ad inserire nuovi. Abbiamo comunque sostituito Lovik con Carboni, che può giocare anche da centrale. Da qualche giorno è stabilmente aggregato in prima squadra Drobnic e lo sarà fino al rientro degli infortunati. La nostra Primavera sta facendo un gran campionato, con diversi ragazzi che potranno in futuro essere parte integrante della rosa gialloblu”.
Schjelderup? Come ci si salva con una rosa giovane? “Trattativa che ha condotto il ds da inizio mercato e sapevamo non sarebbe stato facile. Le difficoltà sono aumentate viste anche le partite giocate dal ragazzo. C’era la nostra volontà, non quella del calciatore, ma queste cose succedono abitualmente, con tanti obiettivi sfumati e altri arrivati. Il tema dell’età media non deve essere un alibi per questo gruppo. Chi è arrivato non è giovanissimo, sono calciatori che comunque hanno 20-22 anni, i giovani ne hanno 16-17”
Estevez è in scadenza nel 2026. Novità sul suo rinnovo? “Sono felice che sia rimasto, nonostante avesse delle opportunità in questo mercato. Abbiamo un’opzione in nostro favore e valuteremo quando scadrà. Siamo soddisfatti di lui e ad oggi è il più esperto in rosa: è un ragazzo di valore e spessore”.
Parma Women? “Progetto in crescita, con anche la Seconda Squadra. La Prima Squadra sta attraversando il percorso delle neopromosse, con il passaggio tra B e A che è complesso. La squadra ha sempre giocato bene, con qualche problema del gol. La campagna acquisti ha portato quattro nuove calciatrici, già con la Roma si sono visti miglioramenti. Stiamo portando avanti un progetto importante su Noceto, per farne la casa della femminile. Siamo in discussione con il comune perché la proprietà vuole dare un apporto concreto al centro sportivo per lasciare qualcosa alla comunità”.
Chiude Cherubini: “Siamo convinti di poter alzare le nostre ambizioni, dando continuità alla Serie A. La sostenibilità c’è solo un modo per poterlo rendere organico che è quello di continuare ad investire sui giovani. Ciò aumenta il rischio, ma vogliamo continuare su questa strada, inserendo ragazzi considerati giovani. Stiamo facendo una riorganizzazione societaria, con degli elementi importantissimi che ci hanno lasciato. A me fa piacere far vedere quanto lavoro ci sia. Il presidente Krause è fisicamente meno presente, ma la loro presenza è costante e c’è molta voglia di continuare questo percorso insieme. Credo che la storia ci insegni che quando si trovano persone che vogliono investire, non bisogna farli scappare. Comprendo i malumori dei tifosi, ci sta. Ma se facciamo un’analisi serena credo che la proprietà meriti il massimo rispetto”.








































