Partecipate di Stato, resta il nodo Scaroni per la presidenza di Enel | OneFootball

Partecipate di Stato, resta il nodo Scaroni per la presidenza di Enel | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·15 gennaio 2026

Partecipate di Stato, resta il nodo Scaroni per la presidenza di Enel

Immagine dell'articolo:Partecipate di Stato, resta il nodo Scaroni per la presidenza di Enel

Questa primavera sarà il periodo in cui il governo dovrà risolvere le le questioni legate alle nomine dei dirigenti delle varie partecipate dello Stato. Come riporta l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, all’interno di questo appuntamento istituzionale esiste un capitolo legato a Paolo Scaroni, presidente del Milan e numero uno di Enel. In totale parliamo di una quarantina di posti tra AD, presidenti e consiglieri di partecipate come Enel, Leonardo, Poste, Terna, Snam e molte altre società partecipate.

La linea del governo Meloni è quella di riconfermare tutti gli AD dei colossi scelti tre anni fa: Flavio Cattaneo in Enel, Claudio Descalzi in Eni, Roberto Cingolani in Leonardo e Matteo Del Fante in Poste, che continuerà a guidare il gruppo insieme al DG Giuseppe Lasco. A rischiare è solo Giuseppina Di Foggia in Terna, la società della rete elettrica, scelta nel 2023 pare su indicazione del braccio destro di Meloni, Giovanbattista Fazzolari. Se dovesse essere sostituita il nome in pole è proprio quello di Lasco, anche se non è da escludere un manager donna.


OneFootball Video


Congelata la questione Generali con Philippe Donnet che ne sarà a capo almeno fino al 2027, visto che l’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata di Banca Monte Paschi a Mediobanca, che vede indagati Francesco Milleri di Delfin, la holding degli eredi Del Vecchio, e Franco Caltagirone, per ora blocca la situazione. Ma si tratta solo di un primo atto della questione nomine, visto che poi il tutto si sposterà sui presidenti e qui torna il nome di Scaroni.

Infatti, quasi tutti verranno cambiati, da Giuseppe Zafarana in Eni a Stefano Pontecorvo in Leonardo. Ed eccoci alla questione Enel. Scaroni fu nominato tre anni fa su grande spinta di Silvio Berlusconi che lo candidò per Leonardo, ma dovette scontrarsi con i desiderata di Meloni che acconsentì però per quanto riguarda la presidenza di Enel. Si tratta dell’unica nomina che Forza Italia ottenne in quella tornata e ora la questione passa ad Antonio Tajani.

Il leader di FI dovrà ora decidere se richiedere la conferma di Scaroni a capo dell’Enel o magari decidere di lasciare quella posizione per avere più nomine a lui gradite in altre posizione e partecipate. Fatto sta che la posizione di Scaroni è tutt’altra che salda visto che da Palazzo Chigi non hanno mai nascosto un certo malessere per i suoi legami con Luigi Bisignani, inviso a Meloni ma legato a Gianni Letta che spinse, insieme a Berlusconi, per la nomina di Scaroni tre anni fa.

Non va dimenticato che la presidenza di Enel garantisce un compenso di 500mila euro e considerato il clima intorno alla sua poltrona, l’anno scorso Scaroni ha aumentato la sua donazione nei confronti di Forza Italia passando da 60mila a 85mila euro.

Scopri FREEDOM24 e ricevi fino a 20 azioni in omaggio con i codici promozionali WELCOME

Temi

Visualizza l' imprint del creator