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·17 marzo 2026

Partenza sprint e poi la frenata: la Roma di Gasperini non corre più

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LA REPUBBLICA (Niccolò Maurelli) – Se l’Atalanta di Gian Piero Gasperini partiva spesso a rallentatore per spaccare il torneo in corso d’opera, la Roma sta facendo l’opposto: un inizio sprint seguito da una serie di brusche inchiodate. Quella di Como è la decima sconfitta in ventinove partite di Serie A, e non accadeva da tredici anni. Ma le risposte ai problemi non vanno cercate in panchina, perché Gasperini fa quel che può (il massimo) con quel che ha. L’ha detto in ogni modo, da subito: “Siamo in ritardo”, il primo avvertimento durante il ritiro estivo. “Avevamo la necessità di fare qualche acquisto in più”, il verdetto d’inizio campionato. Una sentenza che ritorna dopo la sessione invernale: “L’emergenza resta”.

La crisi non se n’è mai andata, in realtà. L’ha mascherata lui, a colpi di genio. Perché non ci sono alternative. In sintesi, i giallorossi si giocano l’accesso diretto in Champions e la qualificazione ai quarti di Europa League con una sola carta in mano: Malen. Un paradosso: nel girone di andata, lì davanti, il tecnico aveva l’imbarazzo della scelta: Dovbyk, Ferguson, Dybala falso centravanti. Senza dimenticare Soulé. Di questi, adesso, non c’è più nessuno. Certo, prima il gol era un miraggio, però la difesa teneva. Ora si fatica, davanti e dietro. Un rebus da risolvere in poco tempo: giovedì la Roma ospita il Bologna. Gasp cerca un rimedio lampo, riconsegnando le chiavi delle retrovie a N’Dicka (squalificato nell’ultima di campionato). Ma i dubbi restano per l’attacco.

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