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·26 maggio 2026

Pastore gela la Lazio: «Fossi un tifoso laziale, reduce da stagione tremenda, non sarei particolarmente felice»

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Gattuso sarebbe la scelta giusta per la Lazio? Le considerazioni di Giuseppe Pastore con toni molto critici circa la possibile mossa di Lotito

La possibile scelta di Gennaro Gattuso per la panchina della Lazio continua ad accendere il dibattito. Nel corso di Fontana di Trevi, format di Cronache di Spogliatoio, Giuseppe Pastore ha commentato con grande durezza l’ipotesi legata al dopo Maurizio Sarri, mettendo al centro del discorso il clima intorno alla società, la popolarità del presidente Claudio Lotito e le perplessità sul profilo dell’ex commissario tecnico dell’Italia.


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Pastore non fa sconti sulla scelta biancoceleste di Gattuso

Il giudizio di Pastore è netto e parte da un tema preciso: il consenso. Secondo quanto affermato nella puntata di ieri sera, la possibile decisione della Lazio nascerebbe già dentro un contesto complicato, con una piazza reduce da una stagione molto difficile e poco incline ad accogliere con entusiasmo una soluzione del genere.

«Scelta fortemente impopolare, di un presidente molto impopolare con un allenatore molto impopolare, visto quello che ha combinato anche lui (Gattuso) meno di due mesi fa. E non so esattamente che cosa abbia in mente la Lazio con questa mossa, è un allenatore di emergenza Gattuso, normalmente. La sua carriera lo dice di continuo e quindi fossi un tifoso laziale, che già viene da una stagione tremenda, non sarei particolarmente felice di questa decisione se, peraltro, verrà confermata naturalmente».

Il nodo della meritocrazia in Serie A secondo Pastore

Pastore ha poi legato la scelta al tema della meritocrazia, sostenendo che l’eventuale arrivo di Gattuso sembrerebbe andare in controtendenza rispetto al racconto emerso dall’ultima giornata di campionato. Una riflessione che aumenta il peso delle sue perplessità.

«Però parleremo a lungo di meritocrazia e di quanto l’ultima giornata di ieri abbia proclamato il predominio della meritocrazia nel calcio, almeno nell’alta classifica. Ecco, quella scelta della Lazio mi lascia un po’ perplesso perché sembra andare proprio in controtendenza con questo discorso. Però ogni società ha le sue idee, fa le sue scelte, la valuteremo».

«Gattuso ricordo che a ottobre aveva detto: “Se non andiamo ai Mondiali mi trasferirò in un posto molto lontano”. Non pensavo che questo posto sarebbe stato Roma. Non pensavo fosse proprio la Capitale, che è a metà strada tra Cosenza e Gallarate dove abitava ai tempi del Milan. Vedremo. Insomma, la Lazio non parte per fare attività di PR verso i suoi tifosi».

Considerazioni che fanno riflettere e che, sicuramente, in gran parte rispecchiano gli umori di una piazza che fin troppo a lungo ha urlato a piena voce di essere ascoltata, così come ha fatto Maurizio Sarri nel corso della stagione appena conclusa.

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