Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti” | OneFootball

Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: PianetaBari

PianetaBari

·22 aprile 2026

Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti”

Immagine dell'articolo:Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti”

Non usa giri di parole Alfredo Pedullà. Intervenuto ai microfoni di Prima Tivvù, il giornalista ed esperto di mercato ha analizzato la parabola discendente del Bari, puntando il dito contro la gestione societaria e le scorie lasciate da una promozione sfumata all’ultimo secondo.

Immagine dell'articolo:Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti”

Copyright: Emmanuele Mastrodonato/IPA Sport


OneFootball Video


Le parole di Pedullà

Il tema centrale resta il rapporto, ormai ai minimi termini, tra la tifoseria e la famiglia De Laurentiis. Secondo Pedullà il problema principale nasce dalla natura stessa del club: «Il problema della proprietà ha ammazzato tutto ciò che c’era da ammazzare. Quando tu hai l’aria contro, perché non ti vogliono, dato che la multiproprietà non può essere sintetizzata da una città grande come Bari, che è una delle più grandi d’Italia, arrivi a questo punto».

Immagine dell'articolo:Pedullà sul Bari: “La multiproprietà ha ammazzato tutto. Una città così grande non può avere questi condizionamenti”

Copyright: SSC Bari

Il fantasma di Pavoletti

Pedullà individua il momento esatto in cui il “giocattolo” si è rotto definitivamente. Non è solo una questione di campo, ma di scelte gestionali: «Il gol di Pavoletti ha creato tutti i problemi. È stato confermato l’allenatore (Mignani), che solitamente non si conferma mai dopo aver perso i playoff, poi è stato esonerato e da lì la squadra è andata in caduta libera. Possono esserci eccezioni, come quella della scorsa stagione, ma poi ricadi, proprio come quest’anno”.

L’analisi si sposta sull’ambiente. Una città che respira calcio come Bari non può convivere con questa situazione: «Bari è una città che vive il calcio, ma deve viverlo senza condizionamenti, senza prevenzioni e senza nemici. Quando c’è una di queste componenti, finisce tutto». La sentenza di Pedullà è netta: finchè non si risolverà la questione societaria e non si tornerà a respirare un’aria di totale unità tra le componenti, il rischio è quello di restare bloccati in una mediocrità che la piazza non merita.

Visualizza l' imprint del creator