Juventusnews24
·26 marzo 2026
Pessotto ritorna sulla finale contro l’Ajax: «Rigore? Non pensavo a nulla L’ho calciato forte. Lippi prima della partita ci aveva detto una cosa»

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L’atmosfera da Edit a Torino è elettrica, carica di quella nostalgia vibrante che solo i grandi successi sanno alimentare. Tra i volti noti in prima fila spiccano il presidente Gianluca Ferrero e Giorgio Chiellini, ma i riflettori del quarto appuntamento con il live podcast di Tuttosport, «L’indimenticabile 1996», sono tutti per un protagonista assoluto di quella notte di trent’anni fa: Gianluca Pessotto.
Oggi ricopre il ruolo di Football Teams Staff Coordination Manager della Juventus, ma per il popolo bianconero Pessotto rimarrà per sempre l’uomo di ghiaccio che si incamminò verso il dischetto nella finale di Roma contro l’Ajax. Quel rigore, pesante come un macigno, fu il tassello fondamentale per la conquista della Champions League. Il racconto di Pessotto parte proprio da quegli istanti infiniti che separano il centrocampo dall’area di rigore: «Non pensavo a nulla – spiega Pessotto – se ci avessi pensato lo avrei sbagliato. Mi sentivo così piccolo e Van der Sar era enorme. Ho individuato un angolo e ho calciato forte».
Dietro quella freddezza, tuttavia, si nasconde un aneddoto della vigilia che svela molto della mentalità di quel gruppo granitico guidato da Marcello Lippi. Il tecnico viareggino, nel tentativo di trasmettere una fiducia incrollabile ai suoi uomini, aveva deciso di scardinare la normale routine di allenamento. Pessotto ricorda con un sorriso la strategia psicologica del mister: «Lippi ci disse che non avremmo provato i rigori perché tanto l’avremmo vinta prima. Era il suo modo per caricarci».
Ma l’istinto del difensore suggeriva prudenza. Nonostante l’ordine di scuderia, Pessotto sentì il bisogno di una prova generale solitaria, quasi un rito scaramantico per esorcizzare la paura del fallimento: «Ma io avevo una strana sensazione e almeno uno volevo provarlo. A fine allenamento ho chiamato il magazziniere e l’ho fatto mettere in porta. L’ho tirato esattamente lì». Quella precisione chirurgica si sarebbe poi ripetuta sotto il cielo di Roma, scrivendo la storia.
Il viaggio nei ricordi del 1996 non finisce qui. Mentre i tifosi rivivono l’emozione di quegli undici metri, il calendario segna già la prossima tappa: il 10 aprile sarà il turno di Michele Padovano, che scelse l’angolo opposto a quello di Pessotto per battere Van der Sar. Una serata che promette di mantenere altissimo il tasso di juventinità, celebrando quegli eroi che hanno reso la Juventus regina d’Europa.









































