Pisacane: «Mio padre è l’uomo a cui devo di più! Futuro? Sarà a Cagliari, faccio fatica a vedermi altrove» | OneFootball

Pisacane: «Mio padre è l’uomo a cui devo di più! Futuro? Sarà a Cagliari, faccio fatica a vedermi altrove» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Cagliarinews24

Cagliarinews24

·25 maggio 2026

Pisacane: «Mio padre è l’uomo a cui devo di più! Futuro? Sarà a Cagliari, faccio fatica a vedermi altrove»

Immagine dell'articolo:Pisacane: «Mio padre è l’uomo a cui devo di più! Futuro? Sarà a Cagliari, faccio fatica a vedermi altrove»

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, si è raccontato in una lunga intervista a tutto tondo! Tra i temi il legame con il padre, il futuro e molto altro

La vittoria storica del Cagliari al Meazza contro il Milan ha chiuso una stagione destinata a restare nella memoria rossoblù, culminata con una salvezza dal sapore speciale! Protagonista assoluto del finale è stato Fabio Pisacane, allenatore capace di dare identità, coraggio e compattezza alla squadra.

Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, Pisacane si è raccontato a tutto tondo: dagli inizi del suo percorso in panchina alla gestione di uno spogliatoio giovane, fino alle scelte tattiche e al rapporto con i senatori. Sullo sfondo resta il futuro, che nelle sue idee continua ad avere forti tinte rossoblù, insieme al legame profondo con il padre. Vi riportiamo le dichiarazioni:


OneFootball Video


GENERAZIONE«Il pezzo del puzzle più importante è la gestione delle risorse umane. Ho capito che con questa generazione la parola o costruisce un ponte o alza un muro. Devi centellinare le parole e capire gli stati d’animo. Essendo nati in un’era tecnologica, a volte per loro le immagini valgono più delle parole».

MINA«Con Yerry ho un rapporto autentico. L’ho sostituito a fine primo tempo a Pisa, a Udine l’ho tolto dopo 10 minuti. Il rispetto e la credibilità te li guadagni attraverso queste azioni, e oggi abbiamo un legame grandissimo».

PALESTRA«Sembra il calciatore che ti costruisci alla PlayStation, con ’99’ in accelerazione. Ha una falcata disarmante, sembra un leopardo. Non si aspettava di giocare titolare, ma a Napoli davanti a 70.000 persone ha mostrato una personalità fuori dal normale. Deve solo mettere dentro ancora un po’ di comprensione del gioco».

FUTURO«Nella mia scala dei valori la riconoscenza è fondamentale. Per tutto quello che Cagliari mi ha dato e mi ha visto crescere, faccio fatica a vedermi lontano da qui. Non andrei mai allo scontro con questa società, il mio futuro sarà a Cagliari per provare a fare un campionato ancora più importante».

LEGAME CON IL PADRE «Mio padre è l’uomo a cui devo di più. Mi ha fatto mettere dentro resilienza e fame. A 13 anni mi sono trovato paralizzato dalla testa ai piedi in coma per 20 giorni. In quel momento drammatico, lui faceva di tutto e mi diceva che sarei tornato a giocare a calcio, faccio fatica a vedere un futuro senza mio padre. Non ho mai avuto paura di niente in questi ultimi 27 anni, perché dopo la malattia ho dato valore a ogni singolo minuto della mia esistenza, però la cosa che più mi spaventa è svegliarmi domani e sapere di non avercelo più accanto».

Visualizza l' imprint del creator