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·19 giugno 2026

Pisilli: “Vivo nel quartiere dove sono cresciuto. La Roma il mio sogno da bambino”

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Nuovo appuntamento con la rubrica in collaborazione tra Roma e Idealista “A casa dei campioni”. Per l’episodio numero 6 della terza stagione a raccontarsi è Niccolò Pisilli.

Le parole di Pisilli

Hai fatto tutta la trafila nel vivaio giallorosso. Ti ricordi il tuo primo giorno a Trigoria? 


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«Avevo nove anni, venni a fare un provino e andò bene. È uno dei momenti della mia vita che non potrò mai dimenticare. Pensate che, insieme a me, presero anche uno dei miei amici con cui giocavo sempre a calcio davanti casa ed abbiamo fatto quasi la stessa trafila nella Roma. Poi alle soglie della Primavera lui è andato via ed io, fortunatamente, ho proseguito»

Quando hai iniziato a credere davvero che saresti diventato un calciatore professionista? 

«Non c’è un momento vero e proprio, perché sono fasi di un percorso che parte quando sei piccolo. Diciamo che quando ho iniziato a far parte stabilmente della rosa di prima squadra, lì ho capito che avrei continuato a giocare a lungo sui campi di calcio»

Hai realizzato il sogno di tanti bambini: giocare e segnare per la tua squadra del cuore. Cosa si prova a sentire l’Olimpico che urla il tuo nome? L’emozione è sempre la stessa della prima volta? 

«È un’emozione unica, indescrivibile. Quando feci gol allo Sheriff in Europa League, era la mia seconda partita ufficiale. Ricordo l’emozione di quel momento sul campo, anche se in realtà, ogni volta è una sensazione differente. C’è sempre qualcosa che arricchisce il valore di un gol, soprattutto quando ne segni più di uno all’Olimpico»

Cosa significa per te e per la Roma tornare a calcare i più importanti palcoscenici europei in Champions League? 

«Semplicemente è l’obiettivo per cui lavoriamo ogni giorno: portare la Roma a conquistare traguardi sempre più ambiziosi. È quello che volevamo tutti e per molti di noi sarà una sensazione nuova, visto che questo palcoscenico mancava da diversi anni»

Tutti gli allenatori che hai avuto hanno sempre riservato parole di elogio nei tuoi confronti. Cos’ha di speciale secondo te Pisilli? 

«Non sta a me dirlo, io penso soltanto a mettermi a disposizione, cercando di sfruttare al meglio le mie caratteristiche da centrocampista d’inserimento. Poi, chiaramente, sapere che ci sono allenatori che ti stimano fa sempre piacere ed è uno stimolo per fare sempre meglio»

Puoi raccontarci in che zona sei cresciuto, descrivendoci il tuo quartiere? 

«Sono nato e cresciuto a Casal Palocco. È la mia zona, dove vivo anche oggi e dove si trovano tanti amici e tante persone a cui voglio bene. Da piccolo giocavo in un campetto da pattinaggio davanti casa, che trasformammo con mio fratello e gli amici per giocarci a pallone, disegnando l’area e la porta. Ricordo che c’era un signore anziano che abitava di fronte che non ne poteva più di sentirci»

Come hai scelto la tua casa? 

«Ho considerato prima di ogni cosa gli spazi e la praticità. La mia casa deve essere grande, spaziosa e soprattutto deve avere il giardino. Essendo abituato da sempre agli spazi verdi di Casal Palocco, non potrei rinunciarvi»

Hai già acquistato la tua prima casa o preferisci vivere in affitto? 

«Anche se ancora devo compiere 22 anni, ho scelto di acquistare la casa dove vivo. Credo che l’investimento immobiliare sia fondamentale nella vita di tutti noi, anche in chiave futura»

Se non fossi stato un calciatore, cosa ti sarebbe piaciuto fare? 

«Come ho detto più di una volta, sono stato sempre incuriosito dal giornalismo sportivo. Sarebbe stata una valida alternativa, ma sono felice di essere arrivato dove sono e di poter parlare di calcio da protagonista sul campo»

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