Platini: «Non è la Juve ma tutta Italia che deve ripartire da zero. Io non tornerò. Tether? Nessuno tocchi il club finché vivrò» – VIDEO | OneFootball

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·22 giugno 2026

Platini: «Non è la Juve ma tutta Italia che deve ripartire da zero. Io non tornerò. Tether? Nessuno tocchi il club finché vivrò» – VIDEO

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Michel Platini, leggenda della Juventus, ospite de La Fondazione Vialli e Mauro ha concesso una conferenza stampa. Le sue parole

(Andrea Bargione – Inviato al Park I Roveri). Tante, tantissime stelle stamane hanno fatto tappa presso il Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, sede ormai centrale de La Fondazione Vialli e Mauro. Tra queste grandi presenze, spicca sicuramente quella della leggenda della Juventus, ‘Le Roi’: Michel Platini. Le sue parole in conferenza stampa.


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MONDIALE – «Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione dei giocatori con i 26 giocatori perché dà prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince».

FORMULA MONDIALE – «È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo».

RIPARTENZA JUVE – «Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus».

MERCATO JUVE – «La strategia è vincere le partite. Poi come farlo non lo so perché non sono dentro. L’importante è vincere e se la Juve avesse vinto contro la Fiorentina sarebbe stata tutta un’altra storia».

AFFETTO PER LA JUVENTUS – «Penso a tre cose: a tutti i tifosi che mi vogliono bene e che in questo momento sono delusi, poi alla famiglia Agnelli e infine ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi. Un ritorno? No ho già risposto lo scorso anno».

PAROLE ALDO SERENA – «Sempre detto che non capiva niente (ride ndr). Lo ringrazio ma io mi sono semplicemente divertito a giocare a calcio. Sono stato diverso dai bambini italiani che pensavano al catenaccio e difendere».

PARAGONE CON MARADONA – «Perché ha fatto due sport calcio e pallacanestro. Diego è stato più personaggio di me perciò ha fatto più notizie sui giornali di me. Io so che Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. In Italia la prima parola che ho imparato è stata sfida per Zico e Diego. In quel periodo era un momento meraviglioso per l’Italia perchè i più grandi campioni erano in serie A».

COME RIPARTIRE IN ITALIA – «Ripartire da zero vuol dire fare il bilancio del calcio e trovare le soluzioni per trovare buoni giocatori. Sono state delle decisioni politiche e non calcistiche. Noi in Francia l’abbiamo fatto tante volte».

DEL PIERO DI NUOVO ALLA JUVE – «Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro».

YILDIZ – «Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia».

RITORNO DNEL CALCIO – «Ho dei progetti ma per fare il consigliere. Non ho voglia di lavorare nei club o nella FIFA. Se avessi 50 anni forse sì».

MASSIMO MAURO UN UOMO PER LA JUVE? – «Non dovete chiedere a me. Massimo ama la Juve e Torino, poi ha anche delle idee. Però non dipende da me».

KALULU E THURAM NON AL MONDIALE – «Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori».

COMOLLI – «Io non conosco la Juve e non sono dentro. Quindi posso parlare in generale. Ha perso una partita con la Fiorentina e vincendo quella poteva andare in Champions e cambiare tutto. Ci sono i cicli e la Juve non può vincere. Lasciamo anche qualcosa, non troppo, ad altri».

LA SUA JUVE – «Un bellissimo gruppo. Per me non è stato semplice perché sostituivo Brady che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Loro mi hanno sempre fatto sentire bene. Poi quando fai gol ti vogliono tutti bene».

DAVID – «È più facile essere un centrocampista perché tocca tanti palloni. Per l’attaccante dipende sempre dalla squadra. Io quando sono arrivato alla Juve giocavo in una Juve Trapattoniana. Quando segnavo dovevo fare 80 metri invece adesso Messi gioca negli ultimi 20 metri. Per questo ho smesso a 32: Trapattoni mi ha tolto la benzina».

NO DI ELKANN A TETHER – «Io sono per la famiglia Agnelli. Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Difficoltà con le big Europee? Per questo ho creato il Fair Play finanziario ovvero devi vivere con quello che hai. Per me la Juve è la famiglia Agnelli».

MULTIPROPRIETA’ – «Non sono molto d’accordo con tutto questo».

MONDIALE 1986 – «È un rimpianto perché la Francia era la squadra più forte».

GIOCHISTI E RISULTATISTI – «Meglio essere giochisti. Ai miei tempi eravamo risultatisti ma non io».

IN SICILIA CON JOHN ELKANN – «È andata bene ma ha organizzato Brio e potete parlare con lui. John è venuto con me ed è stato molto disponibile con tutti».

VIALLI – «Non l’ho conosciuto molto ed ha fatto una bellissima carriera. Io ho un grande rapporto con Massimo e sono qui per lui. L’ho trovato molto forte nella sua malattia e ho sempre un pensiero per lui. Mi congratulo con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca».

CRISTIANO RONALDO – «Ha il suo destino nella testa. Lui ha un fisico diverso dal mio. Se lo fanno giocare deve continuare».

PAROLE MBAPPE’ – «I giocatori possono parlare di tutto, ma quando indossa la maglia della nazionale non deve parlare di politica, perché giocano per tutti i francesi. Può parlare di politica con la maglia del Real».

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