Platini ripercorre la sua esperienza alla Juve: «Il mio miglior assist a Boniek. Sulla tragedia dell’Heysel…» | OneFootball

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·3 marzo 2026

Platini ripercorre la sua esperienza alla Juve: «Il mio miglior assist a Boniek. Sulla tragedia dell’Heysel…»

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Platini in un’intervista a L’Equipe ha ripercorso la sua esperienza con la maglia della Juventus svelando anche il miglior assist. Le parole

In occasione delle prestigiose celebrazioni per gli 80 anni dello storico quotidiano transalpino L’Equipe, una delle leggende più luminose del calcio mondiale è tornata a far sentire la propria voce. Michel Platini ha concesso una lunga intervista, offrendo un’opportunità speciale per ripercorrere le tappe di una carriera irripetibile, fatta di eleganza, visione di gioco e colpi di genio che hanno segnato un’epoca.

Durante il colloquio, i cronisti hanno incalzato l’ex fuoriclasse francese chiedendogli quale fosse stato il gesto tecnico più brillante e preciso dell’intero suo percorso professionistico. Senza esitazioni, Platini ha individuato il suo miglior assist in una giocata della finale di Coppa dei Campioni del 1985. In quella notte drammatica e sportivamente storica allo stadio Heysel, il numero 10 della Juventus realizzò un passaggio che ancora oggi sfida le leggi della fisica per precisione e tempismo.


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Nello specifico, il fantasista ha rievocato il lancio chirurgico effettuato per il compagno di squadra Zbigniew Boniek: «Quello che ricordo meglio è proprio il passaggio per Boniek nella Finale della Coppa dei Campioni 1985», ha confidato Platini con la consueta lucidità. «Un passaggio di 45-50 metri che portò a un calcio di rigore, poi segnato da me». Una giocata che racchiude l’essenza stessa del suo calcio: una scansione totale del campo e la capacità di trasformare un’azione difensiva in una palla gol immediata.

Tuttavia, parlare di quella partita significa inevitabilmente confrontarsi con il dolore. Il ricordo di quel pregevole gesto tecnico rimane per sempre indissolubilmente legato a una delle pagine più cupe dell’intera storia dello sport. Michel Platini è consapevole che la sua prodezza sportiva convive con il lutto, poiché quella sera a Bruxelles la violenza degli hooligan inglesi causò la morte di 39 persone innocenti.

«Il calcio è gioia, ma quella notte fu solo tristezza», sembra trasparire dalle riflessioni del campione. Nonostante il peso della tragedia, la testimonianza di Platini serve a ricordare come il talento possa brillare anche nelle tenebre, pur rimanendo rispettoso di un lutto che ha segnato profondamente il mondo del calcio italiano e internazionale. La memoria di Platini restituisce la dimensione umana e sportiva di un campione che, anche a distanza di decenni, resta un punto di riferimento assoluto per chiunque ami la bellezza del gioco.

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