OnzeMondial
·3 ottobre 2026
Portogallo: «Ronaldo è il simbolo del Paese», Fernandes incorona CR7

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Jorge Jesus, il ct del Portogallo, ha parlato in conferenza stampa per fare il punto sulla partenza di Cristiano Ronaldo.
Una partenza che sta infiammando il Portogallo! Dopo essere stato lasciato in panchina contro la Norvegia domenica scorsa, Cristiano Ronaldo ha deciso di mandare tutto all’aria. Infatti, dopo la partita, ha semplicemente lasciato il ritiro della nazionale in aereo, facendo intendere tramite il suo entourage che avrebbe intenzione di ritirarsi dalla nazionale.
Da allora, è diventato l’argomento numero uno del ritiro, mentre i suoi compagni hanno disputato una grande partita contro la Danimarca, vincendo 4-2. Anche se al momento non si parla di un suo ritorno, CR7 è comunque entrato nella conferenza stampa attraverso le domande rivolte al suo ct Jorge Jesus.
L’esperto allenatore ha voluto ricordare che la cosa più importante resta la nazionale: "Bisogna concentrarsi al 100% sulla nazionale. Contro la Norvegia dobbiamo giocare bene, e anche il nostro pubblico deve essere in sintonia con i colori della nostra bandiera e con il nostro obiettivo. Cristiano Ronaldo è un simbolo della nazionale, del Portogallo. Dopo la partita avremo tutto il tempo per parlarne".
Ha poi proseguito ribadendo il suo pensiero: "L’affetto che cerco e che apprezzo non è altro che il simbolo della squadra nazionale. Questo affetto è rivolto alla squadra e non a me. Faccio parte di una squadra, ne sono il ct. È l’attaccamento che i tifosi hanno per il loro Paese. Prima di essere ct, ero io stesso un tifoso incondizionato e appassionato della nazionale. Mi dedicavo completamente al mio Paese. Non voglio perdermi in altro".
Jorge Jesus, molto vicino a CR7, ha poi voluto rendere un omaggio straordinario al suo ex capitano: "Ho avuto una conversazione con Cris. Gli ho parlato direttamente, e penso che ciò che gli ho detto sia esattamente quello che ripeterò qui. La cosa più importante è che, qualunque cosa accada, Cris non smetterà mai di essere il più grande simbolo della nostra nazionale, il più grande simbolo del nostro calcio e, probabilmente no, sicuramente, il più grande simbolo del nostro Paese per tutto quello che ha realizzato, non solo in Portogallo ma in tutto il mondo. Penso che abbia un posto riservato, senza alcun dubbio, non solo tra i più grandi di tutti i tempi, ma anche nel cuore di tutti i portoghesi".
Ha poi provato a spegnere l’incendio: "E penso che la cosa più importante ora sia smettere di creare divisioni, perché non ci sono divisioni all’interno della nazionale. La nazionale è una sola, e lo resterà sempre, indipendentemente dal rumore stupido che può arrivare dall’esterno. Penso che ogni casa debba sistemare le proprie questioni a porte chiuse, e credo che sia così che debba funzionare la nazionale. Penso che funzionerà così, e sono certo che la cosa più importante sia che tutto finisca bene, per entrambe le parti". Il messaggio è chiaro.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































