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·10 settembre 2026

«Potevamo anche picchiarci»: le toccanti confidenze di Ajorque su Roy

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Ai microfoni di Ligue 1+, Ludovic Ajorque è tornato sul suo rapporto con Éric Roy, l’ex allenatore del Brest, scomparso lo scorso giugno in seguito a un cancro al pancreas

Tre mesi dopo la scomparsa di Éric Roy, portato via da un cancro al pancreas all’età di 58 anni, Ludovic Ajorque si è confidato in un’intervista concessa a Ligue 1+ sul rapporto con il suo ex allenatore al Brest. L’attaccante ha raccontato come il gruppo ha scoperto la malattia del suo tecnico, ma anche tutto ciò che quest’ultimo gli ha dato dal suo arrivo nel Finistère.


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« Lo sapevamo dentro di noi, ma lui non ce l’ha mai detto »

Éric Roy aveva scelto di mantenere il silenzio sulla sua malattia per diversi mesi. Ne ha parlato infine al gruppo alla fine della scorsa stagione, una volta raggiunta la salvezza del club. Ludovic Ajorque racconta come i giocatori hanno vissuto quel periodo: « È stato uno shock per tutti noi. Dentro di noi lo sapevamo, ma lui non ce l’ha mai detto. Ce l’ha detto a fine stagione, dopo la salvezza, che per lui era complicato. Non ci ha detto che tipo di malattia fosse, ma che era una situazione difficile e che era con noi con tutto il cuore, e che ci incoraggiava. »

Arrivato a Brest nel gennaio 2023 per salvare il club dalla retrocessione, Éric Roy ha segnato la storia dello SB29. Nel 2024 lo ha portato a uno storico terzo posto, sinonimo della prima qualificazione in Champions League. La stagione successiva ha poi chiuso al dodicesimo posto in Ligue 1.

« Mi ha dato tutto »

Prima di arrivare a Brest, Ludovic Ajorque giocava nel Mainz, in Bundesliga, dove non era mai riuscito davvero a imporsi. Una fiducia che ha ritrovato sotto la guida di Éric Roy. « Mi ha dato tutto da quando sono arrivato, e mi trovavo in una situazione complicata a Mainz, ricorda ai microfoni dell’emittente. Mi ha ridato il gusto del calcio. Ma potevamo anche scontrarci (ride). Aveva il suo carattere, certo. Quando non era contento, si sentiva. Negli spogliatoi volavano parole grosse, ma sinceramente era davvero una bellissima persona ».

“Metteva la persona al primo posto”

Ajorque conclude evocando la vicinanza che l’allenatore manteneva quotidianamente con i suoi giocatori: « Era vicino ai giocatori. Mi parlava sempre, mi dava sempre indicazioni, ma mi lasciava anche quella libertà di poter essere chi sono. E metteva anche la persona al primo posto. Ho solo cose belle da dire sul mister. Solo grazie ».

Una testimonianza che riassume bene l’uomo dietro l’allenatore: esigente in campo, ma sempre attento a chi ha allenato. Éric Roy ha lasciato dietro di sé l’immagine di un tecnico rispettato, ma soprattutto quella di una persona che ha segnato tutti coloro che lo hanno conosciuto nella vita di tutti i giorni. Un omaggio gli sarà reso allo stadio Francis-Le Blé questa domenica 13 settembre, in occasione della sfida contro il Paris Saint-Germain (20:45).

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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